Recensioni Per Siamo qui, Harry
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  • Anduril
  • 12/08/08 - 08:37 am
  • James

Devo ammetterlo... è una delle storie che hanno descritto il rapporto tra Harry e i suoi genitori nel miglior modo possibile... non è eccessivo, non è intenzionalmente strappalacrime, ma è giusto, esattamente quello che nella mia mente ho sempre immaginato che dovesse essere. Presenti un James diverso dall'adolescente tronfio descritto da J.K., è maturo e responsabile, dedito alla famiglia fino in fondo; "Lo rifarei mille volte, e anche di più." E' profondamente commovente sentire queste parole provenire direttamente da un padre che non avrebbe chiesto altro che vedere suo figlio crescere... orgoglioso di suo figlio lo guarda crescere a distanza, temendo che li possa prendersela con loro per non esserci. Ma Harry non lo fa, li difende sempre.

Lo so, credo di aver divagato, ma, devo essere sincera, mi hai profondamente emozionato.... non sono riuscita a essere lucida nel mio commento. Comunque, bellissimo capitolo, aspetto la parte su Harry



Risposta dell'Autore: Grazie per la recensione e non preoccuparti, non ha per nulla divagato, anzi, i commenti come i tuoi, carichi di opinioni e di riflessioni personali, sono quelli che più apprezzo. Come ho già spiegato a Mapina, nel cercare di immaginare James io non parto mai da quel capitolo dell' Ordine della Fenice, ma dal padre, dal marito, che urla a Lily di scappare e di portare via Harry. Sarà lui che tenterà di affrontare di Voldemort perchè, prima che quel mostro possa avvicinarsi alla sua famiglia, dovrà passare sul suo cadavere. Da qui nasce, nella mia testa, un ragazzo che rappresentava la guida dei Malandrini proprio per il suo altruismo, per la sua capacità di comprendere le ansie di tutti i suoi amici: Remus e la sua necessità di accettarsi, Sirius, il ribelle che vuole una famiglia e anche Peter, il ragazzino timido che voleva degli amici per sentirsi importante. Non nego che, probabilmente, a quindici anni doveva essere di un'arroganza insopportabile, ma faceva parte del personaggio che si è creato, per nascondere al mondo il vero James Potter. Poi però è cresciuto e questo è l'importante. Il mio James, forse diverso dall'originale, è un padre che rimpiange cose " materiali", che avrebbe voluto condividere delle esperienze con suo figlio, così come ogni padre vuole fare. Lily è diversa, Lily vorrebbe, come tutte le madri, esserci stata quando Harry aveva bisogno di coccole, di rassicurazioni, di complimenti e di qualcuno che asciughi le lacrime. A colpire, nei libri, è soprattutto Harry che, pur non avendo mai saputo niente di loro, li difende e li ammira e sono io a chiedermi da dove gli arriva questa forza. Grazie mille, a presto.
  • mapina
  • 12/08/08 - 07:32 am
  • James
Quando l'ho letta questa notte non ero abbastanza sveglia per riuscire a commentare, ma sai quanto fossi impaziente di leggerlo, quindi eccomi qui. E' frizzante James, come dove essere, ben lontano dall'immagine del ragazzo borioso che ci ha propinato la sua ideatrice; e il suo essere padre si esprime con parole diverse dalla dolcezza di Lily: il suo è il rimpianto per i momenti che non hanno condiviso, le esperienze che non hanno vissuto insieme. Sono tante le sue parole che mi commuovo, una su tutte "Da dove tutta questa forza, Harry?": perché Harry ha sempre resistito, è uno dei tratti che mi ha colpito di più nel primo libro, l'assenza della rassegnazione che ci si sarebbe aspettata da un bambino della sua età. Poi il comprensibile orgoglio di vederlo seguire le sue orme, compreso lo scarso rispetto delle regole.

Dopo il nodo alla gola che si stringe con le parole della prima parte, "L'unica cosa che sono riuscito a fare è dare alla mamma qualche secondo, per cercare di fuggire con te. Lo rifarei mille volte, e anche di più. Non avevo paura di morire, Harry. Avevo paura di lasciarti. Paura di lasciarti solo in un mondo in cui vivere è difficile.", la parte finale mi riempie di speranza: James e Lily non lo hanno mai lasciato, mai. E come farà Harry, secondo me è un suo tratto distintivo, anche James mantiene sempre le promesse. Devo rinnovarti i miei complimenti (scusa se a volte li dimentico, ma sono sottointesi), sperando di riuscire a leggere la parte che riguarda Harry prima di partire, lunedì prossimo.

Grazie infinite.

Mapina



Risposta dell'Autore: Sono io a dover ringraziare te per le belle parole che usi sempre nel commentare i miei lavori, comunque, hai proprio colto nel segno. Le reazioni di Lily e James sono diverse, come è giusto che siano. Un padre ha una sensibilità diversa rispetto a quella di una madre, se possibile, è più... come dire,... materiale, nel senso che James rimpiange cose concrete, come il Quiddich, i giochi, la voglia di gridare al mondo "Guardate mio figlio!". Credo che sia normale, del resto, anche un figlio si aspetta cose diverse da un padre e da una madre: la mamma serve per coccolare, rassicurare, il papà per giocare, per fare nuove esperienze o, almeno, questo è quello che ho vissuto io. Sai, quando penso James, più che da quel capitolo dell' Ordine della Fenice in cui la Rowling ce l'ha mostrato come un ragazzino arrogante e pieno di sè, io parto dal James che ha urlato a sua moglie di prendere Harry e di scappare. E' da lì che inizia la mia analisi sul personaggio di James, dal padre e dal marito e non da quello che era a quindici anni, perchè, come disse Remus ad Harry( era lui, vero? O era Sirius?), molti a quindici anni si comportano di idioti. Penso che ci fosse un motivo per cui fosse proprio James il collante che teneva uniti i Malandrini, il "capo", se così si può dire: in un modo o nell'altro, James, li aveva capiti tutti e tre. Aveva compreso Sirius, esule ribelle, in cerca di un posto da chiamare casa, aveva capito Remus e la sua necessità di avere degli amici per accettarsi, prima che per essere accettato e anche Peter, bisognoso di avere amici che gli potessero confermare di non essere solo un ragazzino inutile. Per come la vedo io, James doveva, in un certo senso, mostrarsi così, fare l'arrogante, girare tronfio per i corridoi. Aveva bisogno di crearsi un personaggio per se stesso e per i suoi amici, per non mostrare il vero James Potter. Ha mostrato il vero se stesso quando si è reso conto di dover prendere una posizione, quando la realtà ha invaso anche Hogwarts, capendo che, se voleva cambiare il mondo, prima doveva cambiare se stesso. Forse lo idealizzo troppo, forse mi sono creata un personaggio che, con l'originale, ha ben poco in comune. In ogni caso, questo James Potter mi piace. Quanto ad Harry, come te anch'io sono rimasta stupita, dalla sua forza, quasi freddezza. Penso a me stessa, in una situazione come la sua, non so se sarei stata così forte. Magari è tutto dettato dal fatto che ha dovuto farsi forza, ha dovuto trovare il modo di non soccombere perchè, al contrario di altri, lui non aveva nessuno che potesse farsi carico dei suoi problemi. Grazie ancora per le tue parole, a presto.

Bellissima, meravigliosa. Complimenti, davvero. A quando la terza parte? Queste due mi hanno stretto il cuore...

Very. 



Risposta dell'Autore: Grazie VeryHermy, sapere che ti sono piaciute, che ti sei commossa è meraviglioso, soprattutto perchè, di solito, sono io a commuovermi per le tue splendide storie. Ho appena postato l'ultima parte, spero che la pubblichino in fretta...
Mi è spuntata una lacrimuccia.
Aspetto con ansia le prossime,

Vaniglia e

Risposta dell'Autore: Mi fa piacere averti emozionata! La parte con i pensieri di James la posterò più tardi, magari già stasera sarà pubblicata. Grazie mille!
  • mapina
  • 07/08/08 - 06:46 pm
  • Lily

Visto che oggi come non mai mi sento in debito con te, aggiungiamo anche questo dono? I pensieri di Lily sono quelli di una mamma che non avebbe mai voluto lasciare il suo bambino, nessuna madre lo vuole; che lo ha visto crescere senza che potesse ricordare quanto è stato amato. La parte che fa più male è il ricordo di non esserci stata quando Harry aveva bisogno di essere consolato, incoraggiato, rassicurato: avrebbe potuto odiarla, con quella irragionevolezza che hanno solo i bambini. Una amichetta di mia figlia ha appena perso il nonno tanto amato, ed odia profondamente quello sopravvissuto perchè, essendo più vecchio, doveva essere lui a morire per primo. E' il modo irragionevole di essere bambini. Ma Harry non li ha odiati, mai; ha sempre considerato un tesoro prezioso ogni piccola traccia di loro, ogni segno del fatto che James e Lily sono davvero esistiti.

Lily è felice di vederlo finalmente in quel luogo a lei tanto caro, e può provarlo fin che vuole lo sguardo di rimprovero, ma sarà sempre e solo un sorriso quello che rivolgerà al suo bambino. Sai, è difficile staccarsi da quello che hai scritto, lo sto leggendo e rileggendo ed ogni volta riesco a cogliere una sfumatura diversa, è così breve ed intenso da restare storditi. Non ti racconto delle lacrime, perchè sono una mamma e le mie sono scontate; però quelle parole "Non sarai mai solo, mai" mi toccano dentro, profondamente.

Non aggiungo altro, e aspetto con trepidazione e paura di leggere di James. Grazie; grazie infinite.

Mapina



Risposta dell'Autore: Le tue stupende parole hanno provocato una vertiginosa crescita della mia autostima, lo sai questo? Scrivendo ho cercato di pensare a quanto debbe essere doloroso per un genitore sapere di non poter essere accanto al proprio figlio, consigliandolo, guidandolo, gioendo per le piccole cose di ogni giorno. Credo che sia stato proprio questo a mancare ad Harry: il sapere di avere qualcuno che commenta ogni conquista, il vivere la normalità. Lily vorrebbe disperatamente essere lì, stringere forte il suo bambino e dirgli che non deve avere paura, tuttavia, l'unica cosa che può fare è osservarlo da lontano e questo credo che le provochi un dolore immane, anche se lei e James non l'hanno mai abbandonato davvero. Ogni volta che ci penso mi si forma un groppone allo stomaco... E' vero, come dici tu i bambini sono irrazionali ed Harry avrebbe potuto odiarli, ma non l'ha mai fatto, anzi, ha sempre sperato che, un giorno, qualcuno potesse raccontare qualcosa di più su di loro e, quando era piccolo, ha sempre sperato che il suo papà arrivasse a portarlo via. Il suo papà non è mai arrivato, ma vedere i volti dei suoi genitori in quello Specchio ha per la prima volta dato loro consistenza: erano la sua mamma e il suo papà, non due persone sconosciute. Grazie mille per la bella recensione, la parte di James dovrei postarla più tardi, magari stasera è già stata pubblicata...
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