- yanmaneee
- 28/03/19 - 04:23 am
- Una lezione particolare!
yanmaneee
- Maracuja
- 14/08/11 - 06:21 pm
- Una lezione particolare!
Cara ClyClu, sto per fare una recensione lunga lunga lunga lunga.
Solitamente non rubo il lavoro agli altri (Sourcreamandonions per esempio), ma, leggendo la tua storia e l'esortazione a recensire, non mi sono potuta trattenere.
Ciò che intendo fare è commentare la storia... letteralmente.
Premetto che non hai azzeccato una virgola e mancano parecchi punti. Volevo premettere una terza cosa, ma al momento non la ricordo, per cui evito di farlo.
Spero che tu non te la prenda per questa mia piccola deformazione professionale. Le critiche non sono nei tuoi confronti, ma nei confronti della storia.
"Ragazzi… non credete che stamani le ragazze sono (siano) particolarmente… ansiose?” chiese Sirius spaesato, mentre si strofinava gli occhi per la millesima (milionesima, semmai) volta, ancora mezzo addormentato.
“Invece di fare domande idiote, vedi di allacciarti quella cravatta… ti sono venuti i crampi alle mani quando ti sei svegliato?” rispose Remus ironicamente staccando gli occhi dal libro quel poco (quale poco?) per lanciare uno sguardo colmo di sarcasmo all’amico.
“Come tutte le mattine, Moony!”
“E’ inutile che fai il Prefetto con noi, e poi lo sai che Paddy la mattina è completamente fuso!” ridacchiò James dando una pacca sulla spalla al moro che gli lanciò un’occhiataccia, che più che altro assomigliò ad uno sguardo insonnolito.
Normalmente Remus avrebbe riso di quella usale scena mattutina, ma quel giorno proprio no, il giorno della festività peggiore che possa mai esistere ("possa mai esistere" è presente). Ogni tanto si chiedeva chi fosse il maledetto che aveva inventato quel maledetto (tanto per non ripetersi) giorno, lo avrebbe dato in pasto a un Ippogrifo se avrebbe (avesse) potuto… no, troppo buono, nella pancia di Aragog (che, ovviamente, è un noto amico dei Malandrini) sarebbe (stato) meglio…
“Non avete ancora risposto alla mia domanda!” ("Davvero, Padfoot? E' che ci sembrava tanto retorica!")
“Ma come, non lo sai? Oggi è San Valentino!” disse Peter con sguardo scintillante. (Non oso immaginare a cosa somigli uno sguardo scintillante... probabilmente è simile a quello di un Basilisco)
“E’ inutile che immagini (James mi legge nel pensiero!), tanto a te il cioccolato non lo da nessuno!”
“Prongs, evita!” lo rimbrottò Remus, stavolta senza smettere di leggere (e con crescente simpatia).
“Si può sapere che diavolo stai leggendo alle nove del mattino?”
“Pozioni, James, sai com’è, è una materia che facciamo a scuola, e guarda a caso abbiamo la lezione…- guardò l’orlogio chiudendo il libro con un colpo secco -… adesso!”
“E’ SAN VALENTINO??” urlò Sirius in quel momento spalancando gli occhi con improvvisa comprensione (la follia dilaga).
“Buonanotte Paddy…”
“Macchè buonanotte!! Oggi sarò assediato da miriadi di ragazzine che mi vogliono rifilare il loro cioccolato e mi ritroverò mille gufi che mi recapiteranno cuoricini di cioccolato!” (Cuoricini di cioccolato?)
“Evviva la modestia… comunque sopravvivi tutti gli anni, non vedo perché questo debba fare differenza!!” disse Remus sbuffando leggermente. (solo un pochino)
“Per caso ti hanno messo dell’acido nel succo di zucca stamattina?” (Magari, in quel caso al posto di un Lupin-schiopodo avremmo un Lupin-morto)
“No, Prongs, ma se vuoi posso provvedere a pranzo, forse fra la scorta di Snivellus trovo un veleno abbastanza potente per farti stare zitto!” (Lupin si suicida, ammutolendo James) ringhiò in risposta sbattendo il tomo sul banco.
Il fatto che sembrava uno che aveva ingoiato acido gastrico della vecchia civetta di Wormtail era proprio colpa di S.Valentino (questa non riesco a tradurla), era quasi una cosa genetica (che non significa ciò che pensi), la mattina di quel maledetto giorno sperava che gli lanciassero un Incantesimo di Memoria per fargli dimenticare cosa si festeggia (caro amico presente, cosa ci fai quì?).
Probabilmente Snivellus avrebbe molto apprezzato di farlo, purtroppo gli avrebbe fatto dimenticare pure il suo nome, quindi aveva lasciato perdere (cioè Lupin ha seriamente preso in considerazione l'ipotesi di farsi affatturare da Piton?).
Odiava quella stupida festa con tutte le sue forze! (e fin quì...) Tutti gli anni a San Valentino sia Sirius che James venivano rincorsi ovunque da ragazze innamorate, e (soggetto) doveva passare tutto il giorno con Peter e vivere l’umiliazione di non avere ancora nessuno per un altro anno.
In quel momento le sue riflessioni vennero bloccate dal brusio dei suoi compagni che correvano al posto per l’arrivo dell’insegnate (una mandria di Grifondoro in cerca di un banco non fa esattamente un brusio). Prima che potesse mettersi al suo solito primo banco per seguire meglio, Sirius lo prese per un braccio e lo trascinò in fondo.
“Oggi ci fai compagnia!” ammiccò facendolo sedere vicino a lui.
Sbuffando mise i libri sul banco, non capendo perché Paddy avesse voluto farlo sedere vicino a loro. In tutte le lezioni stavano sempre insieme, solo in (a) pozioni lui si sedeva in (al) primo banco per non essere disturbato dagli schiamazzi dei suoi amici, (non esiste solo la virgola come segno di interpunzione) non essendo propriamente una cima in quella materia non poteva permettersi il lusso di distrarsi.
Remus fissò il suo (pronomi possessivi a sproposito) professore di Pozioni entrare con un colpo secco (sparato con una nove millimetri...) nell’aula apposita. (se non fosse entrato nell'aula apposita dubito che l'avrebbe visto entrare con un colpo secco) Lo sbattere della porta che si chiudeva sembrava ricordargli che era solo alla prima ora di lezione (perchè è palese che i professori che tengono la prima ora di lezione debbano sbattere la porta in segno di protesta).
“Buongiorno a tutti!” salutò il docente ricevendo dei grugniti in risposta. “Visto che le signorine di Tassorosso non hanno mancato di ricordarmi che oggi è S.Valentino, con la loro benedizione (e quella del padre, del figlio e dello spirito santo), in vista di questa festa (non sono in vista della festa, casomai in occasione!) vi insegnerò le pozioni d’amore! ("avete capito bene, tutte e trentacinque")” annunciò l’insegnate con voce grave, forse per enfatizzare il ridicolo della sua affermazione (c'è ben poco di ridicolo nell'Amortentia).
“Iniziamo bene!” commentò Sirius a(f)fianco a lui.
Remus si limitò a guardare allibito il professore cercando di capire se era solo impazzito oppure se aveva solo ricevuto un botta in testa quella mattina.
Pozioni d’amore?
Stava scherzando.
Per forza (anche Remus ha capito che è impossibile insegnare qualchessia cosa ai Grifondoro).
“D’ora in poi dovrò controllare il mio succo di zucca come un falco! (i falchi sono noti guardoni di succo di zucca) E chiudi quella bocca Moony, ti entrano le mosche!”
Remus si girò verso l’amico con gli occhi fuori dalle orbite. Come poteva liquidare la faccenda con del sarcasmo? Era una tragedia! (per un motivo che ancora non c'è stato esplicato, e dubito che lo sarà in futuro)
Ricevendo come risposta un’alzata di spalle (a quale domanda?) si voltò per guardare James, ma lo trovò stranamente attento e aveva già in mano la penna. (Non mi dire, finalmente si scopre come è stato concepito Harry Potter?)
“Prongs…” lo richiamò sottovoce.
“Schhhh!! Voglio ascoltare!”
“Non vorrai mica dare una pozione d’amore a Lily… vero?” chiese intuendo le sue intenzioni.
James arrossì e borbottò qualcosa che suonò come ‘Ma cosa vai a pensare! Il grande Potter non ha bisogno di certi stratagemmi!’
Scuotendo la testa si mise ad ascoltare il professore.
“Non lasciatevi ingannare, le pozioni d’amore sono molto difficili da preparare! Ce ne sono di vari tipi e ognuno di essi ha diversi ingredienti e una diversa durata di preparazione (ganga). Oggi vi insegnerò un’innocua pozione, meglio non addentrarsi in territori troppo pericolosi!” un sorrisetto comparve sul volto dell’uomo, adocchiando (i sorrisetti non adocchiano) delle ragazze di Serpeverde che confabulavano fra loro.
“Voglio subito informarvi che le pozioni più potenti sono assolutamente illegali (non è assolutamente vero!), soprattutto quelle permanenti (che non esistono) o quasi. Quella di oggi sarà semplicemente una pozione temporanea che avrà l’effetto di farvi baciare la persona amata” (la follia ha smesso di dilagare e ora degenera) a quelle parole un brusio si diramò in tutto la classe.
“Professore, scusi, ma ha intenzione di farcela provare?” chiese una ragazza di Grifondoro qualche banco più avanti di Remus (che aveva capito tutto).
“Lo deciderò alla fine!” rispose l’insegnante con un sorrisetto sadico. (mi manca Piton. Lui era sano)
Il loro docente era particolarmente strano. Parteggiava palesemente per i Tassorosso e spesso se ne usciva con proposte fuori dal mondo, si divertiva a vedere le reazioni degli studenti quando provavano le loro (di chi?) pozioni (anche se le faceva bere solo a chi l’aveva fatta in modo corretto ("Tu, ragazzo che ha preso E al G.U.F.O., vieni quì! Devi scolarti tutte le pozioni dello scantinato!"), per non avere effetti collaterali! (ma io suppongo che gli effetti collaterali ci siano anche nelle pozioni fatte con più cura)). E infine, era logorroico. Gli piaceva parlare, e non si limitava a far fare una pozione, ne spiegava da dove arrivava, le proprietà di tutti gli ingredienti e le sue esperienze a riguardo (praticamente faceva il suo lavoro) (Una volta aveva raccontato di aver versato addosso alla sua insegnante una pozione cambiacolore e la donna era diventata color giallo marcio, poi aveva aggiunto con voce spaventosa che se qualcuno ci provava con lui gli avrebbe spezzato le ossa!).
Come sempre aveva cominciato a parlare delle pozioni d’amore, chi era la strega che l’aveva inventate etc (salute).
Dopo aver preso appunti per un po’ Remus stacco il cervello e guardò verso Sirius. Si accorse che il ragazzo stava scrivendo. Strano, Paddy non prendeva mai appunti, e soprattutto in pozioni! (eppure Moony non è scemo, pensavo che avesse capito che l'avversione per le pozioni d'amore è solo sua)
Guardò la sua mano muoversi con forza sul foglio (tentando di squartarlo), mentre la penna creava caratteri piccoli e veloci, come era la scrittura di Sirius (Eh?). Poi gli guardò il volto, ciocche dei suoi lunghi capelli gli cadevano sul viso mentre sul volto (che non somiglia affatto al viso) aveva un’espressione fra il corrucciato e l’annoiato. (non pareva troppo annoiato, prima) Improvvisamente si passò la lingua sulle labbra, un movimento fugace, istintivo, ma che a Remus sembrò eterno ed estremamente sensuale.
Arrossì, e distolse lo sguardo stringendo la penna. Non doveva incantarsi a guardare quei piccoli gesti o sarebbe morto (anche lui, come il Signore Oscuro, crede troppo alle profezie), infatti era un piccolo vizio di Sirius quello di leccarsi le labbra e poi mordicchiarsi il labbro inferiore quando era pensieroso (ma non era annoiato?). Non doveva far capire quello che gli provocava, non doveva far trapelare i suoi sentimenti!
Fin da quando si conobbero lui e Padfoot avevano legato (se era passato remoto, passato remoto deve restare) subito e fra loro si era instaurato un rapporto d’amicizia molto stretto. Era completamente di verso da quello con James e non era neanche lontanamente paragonabile a quello con Peter (che viene sempre ignorato e denigrato, poveretto. Non è che il fatto che abbia tradito James e Lily debba significare che non era amico dei Malandrini).
Fra loro non c’era mai stato bisogno di molte parole, spesso Sirius si sdraiava sul letto di Remus e si appoggiava sulle sue gambe mentre studiava. Spesso il licantropo (Remus NON E' un licantropo, è un lupo mannaro. Se non conosci la differenza, prendilo come un assioma) gli accarezzava i capelli con un piccolo e dolce movimento circolare come se al posto di Sirius ci fosse il grosso cane nero in cui si trasformava nelle notti di luna piena (e, inutile a dirsi, Sirius si trasformava in Felpato ogni giorno e per i motivi più stupidi).
Era sempre Remus quello che sopportava le crisi di nervi di Sirius o che sistemava i suoi casini ed era sempre Sirius che la faceva pagare a quelli che maltrattavano Remus (mi sfugge l'identità di costoro) o che riusciva a distoglierlo dai suoi libri e il suo studio (Lupin non era affatto un secchione. Quella è Hermione).
Ben presto Moony si accorse che quello che provava per il moro non era solo amicizia, ma qualcosa di più. Era dannatamente innamorato di quel ragazzo orgoglioso e sprezzante delle regole!
Per paura di perdere la sua amicizia si limitò a far finta di niente e a nascondere i suoi sentimenti, recitando la parte del buon amico (non recitava nemmeno tanto bene, mi viene da dire). Ma non era molto facile.
Doveva sopportare tutte le storielle di Sirius, ogni volta gli raccontava della sua nuova ragazza, e per capirci, di nuove ragazze ne aveva avute molte. Per di più spesso delle ragazze innamorate di lui andavano a chiedergli di aiutarle a conquistarlo oppure lo usavano peggio di un gufo (sono certa che nessuna ragazza abbia mai osato avvicinarsi a Remus per tali ragioni). Dannazione, se volevano dire qualcosa all’animagus (va bene usare sinonimi, ma quì si esagera) potevano farlo da se(!), odiava andargli a dire che tal dei tali gli aveva detto che era innamorata di lui e voleva un appuntamento!
Pian piano il suo sentimento era cresciuto, e spesso si ritrovava a fissarlo intensamente trovando lo spunto erotico (se mai dovessi scrivere una storia tra Lupin e Sirius, la chiamerei così) in ogni sua azione.
Era così frustrato che James non faceva che dirgli di trovarsi una ragazza! (giusto per sfogare gli ormoni...)
Sobbalzò quando un foglio gli arrivò sul banco, guardando verso Sirius si accorse che sorrideva, doveva essere da parte sua. (nonostante fosse a 20cm da lui)
“Il prof sta blaterando qualcosa sul perché le pozioni d’amore sono illegali… non e posso più!” (Sirius, giustamente, da per scontato che Remus non stia ascoltando una mazza e lo tiene aggiornato)
Diceva la pergamena dove spiccava la frettolosa scrittura dell’amico.
“Immagino, quando comincia a parlare non lo ferma più nessuno! Che ne pensi di questa sua idea delle pozioni d’amore?” scrisse per poi passare il foglio al suo compagno di banco.
“Sarà un attentato! Vedrai che fra poco tutti cominceranno a fare incantesimi su cibi e bevande per paura che qualcuno gliene abbia versato un po’ nel piatto!” (non funziona esattamente così)
“Sempre il solito modesto! Lo sappiamo che fai strage fra le donne!” (no, quelli erano 13 babbani e un Peter) scrisse con un po’ di rabbia sperando che sembrasse una frase divertita
“E non solo!”
A Remus si ghiacciò il sangue nelle vene. Che avesse capito quello che provava per lui? (Remus, caro, non sei l'unico uomo sulla faccia della terra) Con la mano tremante prese la penna d’oca e scrisse: “In che senso ‘non solo’?”
“Sai, ieri parlavo con Frank Paciock e mi ha detto che c’è un ragazzo di Corvonero a cui piaccio, e l’altro giorno un Tassorosso mi ha baciato!” (ecco il motivo della repulsione di Sirius per le donne)
A Remus ribollì il sangue nelle vene, chi era quello stronzo che lo aveva baciato? Decise che quel giorno avrebbe tolto cinquanta punti a Tassorosso! (col pretesto che sono stupidi)
“Chi era?”
“Non lo sai che si dice il peccato ma non il peccatore?”
Maledicendo tutti i Tassorosso il licantropo decise che doveva saperne di più a riguardo, doveva cercare di fargli qualche domanda senza far capire le sue intenzioni.
“Ti ha dato fastidio?”
“Certo! Mi ha baciato senza permesso!”
Un po’ sollevato da quella risposta Remus decise di calcare un po’ la mano per sondare il terreno.
“Intendevo ti ha dato fastidio che fosse un maschio?”
“Credo che se a qualcuno piace un determinato sesso più che un altro siano fatti propri… chi sono io per giudicare?” (Sirius inizia a farneticare)
Ancora una volta non aveva risposta alla domanda, decise di lasciar stare la fase ‘sondiamo il terreno’ e di chiederglielo direttamente.
“Intendevo se sei contro le coppie omossessuali!” (no, Remus, tu intendevi se è gay)
“No”
A quella risposta il Grifondoro arrossì di felicità e gli mancò un battito (il cuore tenta di farlo fuori), forse aveva ancora speranze!
‘Calma Remus, non correre, anche se non è contro i gay non vuol dire che lo sia!’ pensò cercando di respirare normalmente.
Nella foga di prendere la penna per rispondere gli cadde la boccetta d’inchiostro sulla mano. Trattenendo un’imprecazione galattica (qual'era, "porco mondo"?) si tasto le tasche alla ricerca della bacchetta.
Sentendo Sirius ridacchiare di fianco a lui gli lanciò un’occhiataccia. “Invece di ridere vedi di aiutarmi! Non trovo la bacchetta!” ringhiò sottovoce.
Tirando fuori la sua Black (la bacchetta di Sirius si chiama Black?) gli prese la mano e recitò un incantesimo di pulizia. Quando Sirius non gli lasciò la mano arrossì di botto.
Il moro passò leggermente e con dolcezza il pollice sul dorso della sua mano, dove prima era sporco d’inchiostro.
Brividi di piacere gli percorsero la spina dorsale sentendo quelle dita affusolate accarezzargli dolcemente la mano (indesiderati orgasmi spontanei),quasi boccheggiò quando gli strinse l’arto. (le mani non sono arti)
Arrossendo incredibilmente decise di approfittare di quell’occasione e intrecciò le dita con le sue. Sirius ricambiò la stretta.
Ma che diavolo stava succedendo? Certo, fra loro c’erano sempre state delle dimostrazioni d’affetto che altri avrebbero trovato un po’ equivoche, ma non erano mai arrivati a tenersi per mano.
“Oggi dovrai andare alla Stamberga Strillante?” chiese il moro sottovoce avvicinandosi a lui per farsi sentire. (E' semplice, Sirius: se è luna piena la risposta è sì, se non lo è la risposta è no)
Remus si limitò ad annuire deglutendo allarmato. Sentire Sirius così vicino, la sua fragranza, lo stava facendo letteralmente impazzire.
“Mi spiace… immagino che tu sia arrabbiato… la luna piena a S.Valentino!” (La cosa mi puzza...)
Annuì ancora. Il professore stava continuando a parlare e nascosti nell’ultimo banco erano pressoché invisibili.
Sirius si stava avvicinando ancora di più, poteva sentire il suo respiro sulla pelle, provocandogli piacevoli brividi.
“James uscirà con Lily, non credo che ti potrà accompagnare…”
Alzò le spalle con fare costernato (immagino) sussurrando un ‘non importa’ molto smorzo.
Ora sentiva le ciocche dei suoi capelli sfiorargli la nuca. Non osava alzare lo sguardo.
“E Peter probabilmente adotterà una scusa, sai che odia accompagnarci quando ti trasformi…” (mi pareva il contrario)
Annuì ancora, accompagnando il gesto con un’alzata di spalle.
Poteva sentire la sua voce vicinissima, il timbro sussurrato, leggermente roco, decisamente sensuale gli stava penetrando nel sangue a scivolando sulla pelle.
Deglutì ancora. Se continuava così si sarebbe alzato a l’avrebbe baciato davanti a tutti (e si sarebbe alzato, perchè...?). Per istinto si spostò, mentre le guance gli si colorivano di rosso. Doveva fargli capire che non gli interessava, doveva fingere, o avrebbe capito.
“Con chi uscirai stasera?” gli domandò facendo un sorriso forzato, completamente nel panico.
‘Non mi interssa, non mi interssa…’ si ripeteva come una mantra come se continuando a ripeterlo l’altro l’avrebbe capito.
“Io…? Non ho ancora deciso…” sussurrò Sirius.
Con un sospiro di sollievo vide che Sirius guardava verso l’insegnante, non avrebbe potuto guardargli il volto, non si sarebbe accorto. ‘Non mi interessa, non mi interessa, non mi interessa…” continuò a ripetersi cercando di scacciare l’immagine di Sirius con una bella biondina tutta curve in una serata romantica in stile S.Valentino… che ovviamente, si sarebbe trasformata in una serata dedicata al piacere! (Brividi di orrore scesero lungo la colonna vertebrale di Maracuja, inchiodandola alla sedia. Il terrore che Sirius fosse etero le artigliava le viscere, penetrava nella pelle come spilli roventi. Non mi interessa, si disse, Sirius è libero di fare sesso con chi vuole)
‘Non mi interessa, non mi interessa, non mi interessa…’
“…Signor Lupin?” chiese improvvisamente l’insegnante prendendolo alla sprovvista.
“NON MI INTERESSA!” quasi urlò nel panico scattando in piedi come una molla. (la follia non smise mai di degenerare, e tutti capirono che erano destinati ad essa)
“Capisco che le proprietà della belladonna non sono molto interessanti, ma dirlo così apertamente…” sorrise ironico il professore. (ha poco da essere ironico, caro professore)
“C-cosa?”
Remus arrossì di botto accorgendosi in quel momento (di) cosa aveva fatto, tutta la classe stava ridendo e il prof lo guardava con rimprovero. Si sedette balbettando uno ‘scusi’ piuttosto biascicato (ma non era balbettato?), nascondendo il volto fra le braccia.
“Non immaginavo che riuscissi a rispondere così a un professore!” ridacchiò Paddy al suo fianco, ricevendo un’occhiataccia che avrebbe ucciso Voldemort in persona. (... no, non commento)
“Non posso crederci… cosa ho detto!(?)” sussurrò con voce piagnucolosa.
“La verità Rem, era ora che qualcuno dicesse al vecchio quanto sono noiose le sue lezioni!”
“Crepa!” (No, Remus, non è crepa! E' Comitato per la Riabilitazione degli Elfi Poveri e Abbruttiti!)
“Ma come, vuoi già liberarti di me?” ridacchiò nuovamente.
“Bene ragazzi, credo sia ora di fare la pozione, gli ingredienti sono scritti alla lavagna, buon lavoro!”
Come un automa Remus prese posto vicino al suo calderone, cominciando a prendere gli ingredienti che sarebbero serviti come se stesse andando al patibolo.
‘Dannazione, è proprio una giornata da dimenticare!’ pensò tristemente mentre tagliuzzava una radice di mandragora. ‘Vado a dire al prof che non mi interessa quello che sta dicendo, per poco non perdevo il controllo e baciavo Sirius davanti a tutti, e probabilmente oggi passerò la nottata di S. Valentino più brutta della mia vita, con la consapevolezza che Paddy sarà da qualche parte a godersi una bella ragazza non sarò un lupo tanto tranquillo… (non che lo sia mai stato) la vita ogni tanto è proprio ingiusta!’
“Moony, stai torturando quella radice…” gli sussurrò James distogliendolo dai suoi pensieri.
Abbassò lo sguardo accorgendosi che ormai il tubero era diventato poltiglia. Trattenendo un’imprecazione mise giù il coltello per paura di non resistere all’allettante tentazione di provare a usarlo come se fosse una freccetta. (tirandola verso chi?)
“Rem, ti vedo un po’ teso…” gli mormorò Sirius guardandolo preoccupato.
“Teso? Ti sembro forse teso?” ringhiò all’ultimo decibel del sussurro.
“Ehm… sì?!”
“Oh… lascia perdere, non parliamo di me, dimmi piuttosto chi sarà la fortunata stasera?” chiese con uno scatto masochistico niente male.
“Bhè… io…” balbettò il moro travolto dall’irruenza dell’amico.
“Con la Bones? O quella biondina di Corvonero? Ma forse quella ragazza di Serpeverde che ti ha chiesto di uscire ieri è più carina?” la sua vena masochistica stava aumentando, cercò di calmarsi inutilmente, appoggiò con cura la boccetta di acqua di rose, accorgendosi che l’aveva presa in mano con troppa irruenza (sinonimi, amici miei, non nascondetevi!).
Non aveva alcun diritto di comportarsi così, Sirius non era il suo ragazzo, non doveva essere geloso.
“Lo sai che non esco con le Serpeverdi…” borbottò in risposta, facendolo irritare ancora di più.
‘Già uscirà con qualcun’altra, e io probabilmente avrò pure la felicità di vedere chi sarà… come si dice, la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo…’
“Avevo intenzione di venire alla Stamberga per farti compagnia!”
‘…ma ogni tanto sbaglia mira!’
“C-come hai detto?”
“Hai sentito benissimo!”
“Ma è S.Valentino Paddy, non voglio rovinarti la serata!” mormorò arrossendo, cercando di contenere la felicità provata a quella richiesta. (che a me sembrava un'affermazione piuttosto esplicita)
“Signor Lupin… invece di chiacchierare veda di far(e) la sua pozione in modo corretto!” lo rimbrottò l’insegnante avvicinandosi.
“M-mi scusi!”
“E questa cos’è? Non riesce nemmeno a tagliare correttamente una radice di belladonna? Black, aiuti il suo compagno, la prego, prima che faccia scoppiare il calderone e riduca la mia aula in condizioni disastrose!”
Remus arrossì vistosamente, non abituato a essere ripreso in quel modo dai professori. Solitamente era una persona attenta che non combinava mai casini in classe.
“Allora, lo predi in mano quel coltello o devo pensare che ti sono (siano) venuti dei crampi stamattina?” (battute a ripetizione) gli disse Sirius all’orecchio con un sorriso sardonico.
“Molto simpatico…” mormorò acidamente prendendo il manico con fare mesto. (Ragazza, devi capire che aprire il dizionario e decidere di usare il primo aggettivo su cui cade l'occhio nella frase successiva non è sintomo di acculturazione.)
Quando la mano del moro coprì la sua quasi non morì dalla vergogna.
“Sirius che stai facendo?” chiese cercando di controllare il tremolio della voce.
“Ti insegno a tagliare una radice di belladonna!” gli sussurrò all’orecchio con una vena di divertimento. (perchè, si sa, Sirius in pozioni era un mito)
Si era messo dietro di lui senza che se ne accorgesse e stringendo la sua mano cominciò a guidarla con dei movimenti secchi ma molto dolci. (O secchi o dolci, decidi).
Remus non potè fare a meno di arrossire, non disse nulla per paura di tradirsi e si lasciò guidare docilmente cercando di ignorare il calore del corpo di Sirius dietro al suo.
“G-grazie…” riuscì a mormorare quando ebbero finito di tagliare la radice. Represse un gemito di protesta nel sentire quella calda vicinanza allontanarsi.
“Quando vuoi…”
In silenzio continuò a lavorare sulla sua pozione contento che nessuno dicesse niente riguardo il loro comportamento. Ormai tutti si erano abituati alle loro strane manifestazioni d’affetto e non fecero caso a ciò che era successo, si sentì solamente il ridacchiare di Severus ‘Snivellus’ Piton alle sue spalle ma lo ignorò.
‘Per Merlino, Morgana e la Fata Turchina… che diamine ha Sirius oggi(?), se continua così sarò morto prima della fine dell’ora!’ (tenendo conto che avrebbe dovuto morire dall'inizio della storia, sarebbe già un buon risultato) pensò disperato girando la sua pozione in senso antiorario come scritto nelle istruzioni.
Guardò la lavagna cercando di calmarsi, doveva preparare una fiala con l’insieme fra sangue di cuore di drago (Scusa?) (250ml) (dubito fortemente che gli inglesi misurino i liquidi con il litro) e tre gocce di essenza di bacio eterno (che sarebbe...?) e a quel punto far miscelare bene i due ingredienti che avrebbero dovuto far diventare la mistura color rosa pallido, a quel punto versare il contenuto nella pozione e girare la pozione tre volte in senso orario e cinque in senso antiorario (se non me l'avessi spiegato non so come avrei fatto a capire il senso della storia!). Lasciarla riposare cinque minuti e provarla (ovviamente era solo una frase retorica!).
Con precisione versò il sangue nella fiala si girò per prendere l’essenza quando inevitabilmente posò gli occhi su Sirius.
La bella figura era completamente assorbita nella pozione (lì, a galleggiare), era tipico di Sirius impegnarsi in quel modo per una semplice pozione, d’altronde nella magia pratica era il migliore.
Era calmante (Ripeto, SCUSA?) guardarlo indaffarato e senza volerlo si mise a sorridere, in quel momento il ragazzo si girò verso di lui e ricambiò il sorriso, ammiccando.
Remus arrossì e si girò di scatto, dandosi mentalmente del deficiente. Si era fatto beccare a guardarlo in trance. Che figura!
Prese velocemente la fiala e versò tre gocce nella provetta, con la bacchetta fece un semplice incantesimo di miscuglio (indispensabile conoscerlo!) e guardò il colore cambiare da rosso a rosa pallido… no, da rosso a bianco puro.
Agitato mescolò nuovamente la fiala ottenendo solo un’inquietante ribollire della miscela. Poco dopo un boato riempì la stanza.
Il tappo era schizzato direttamente sulla testa del professore e la pozione banca come il latte era esplosa inondando il volto sconvolto del licantropo.
Nell’aula era sceso un silenzio innaturale, mentre tutti si voltavano spaventati verso Remus subito dopo, vedendolo con la testa ricoperta di un’appiccicosa sostanza bianca scoppiarono a ridere.
“Signor Lupin!” lo riprese l’insegnante avvicinandosi “Questo è suo?”
Remus fissò sconvolto il piccolo tappo nelle grassocce mani del docente. Finito, era la parola giusta per descrivere la sua condizione.
“Ehm… credo di sì!”
“Ehi! Ci hai rubato il ruolo!” ridacchiò James.
“Il sorriso del prof non mi fa sentire molto fiero…” mormorò Remus disperato appoggiando il tappo sul banco e aver pronunciato un rapido gratta e netta facendo scomparire il liquido.
“Già, è risaputo che quando il professore di pozioni sorride in quel modo sta pensando a qualcosa di divertente per lui e terrificante per la vittima…!” sghignazzò Sirius.
“Fidati, te lo dicono due esperti!”
Lupin scosse la testa sospirando mentre rifaceva la fiala, accorgendosi di aver messo acqua di rose al posto dell’essenza di bacio, tutto solo perché si era fatto distrarre dallo scapestrato animagus (poi, tanto colpa sua non era mica).
“Sto peggiorando!” concluse tristemente.
Dopo aver finito di mescolare (stavolta la mistura era venuta del colore giusto) mentre sistemava il banco aspettando che la pozione si riposasse, pregò in tutte le lingue e gli dei che conosceva che l’insegnante fosse clemente.
Per la prima volta in vita sua desiderava un voto basso piuttosto che le terribili punizioni che affliggeva l’uomo. (per l'ennesima volta, SCUSA?)
“Ragazzi, mancano pochi minuti ala fine della lezione, spero che tutti abbiate finito, consegnatemi un campione e tornate ai vostri banchi”
Remus portò una provetta con il miscuglio rosa shocking e tremò quando il professore gli sorrise nuovamente. Quello che gli (lo) aspettava doveva essere una cosa davvero terribile.
“Bene, come vi ho spiegato, questa pozione, vi farà venire un’irresistibile voglia di baciare la persona di cui siete innamorati (perchè serve una pozione per questo), tanto che non potrete resistere alla tentazione. Naturalmente ha degli effetti semplici, solitamente lo usano persone che vogliono disperatamente dichiararsi alla persona amata ma non ne hanno il coraggio…” spiegò il docente per poi continuare con un sorriso sadico “Bene, chi vuole provarla?”
Remus quasi cadde dalla sedia, cercò disperatamente di rendersi invisibile mentre una terribile consapevolezza si insinuava dentro di lui.
Infine arrivò la sentenza di morte.
“Signor Lupin?”
“Sì?” rispose con voce flebile comparendo da dietro una pila di libri dove si era nascosto nella preoccupazione del momento.
“Venga, vede che nonostante i… chiamiamoli piccoli incidenti… la sua pozione sembra perfetta!”
Remus cercò nella sua testa una scusa per non sottoporsi a quell’incubo ma non ne trovò nessuna, infine optò per il suggestivo migliore di tutti.
“La prego, non me la faccia bere!” supplicò con voce disperata a testa bassa.
“Accetto la supplica (come si accetta una supplica? Si mette sul comodino e si manda un biglietto di ringraziamento?) ma no, la beva!” rispose perentorio.
Remus tremò guardando Sirius (di) sottecchi. Sapeva cosa sarebbe successo. L’avrebbe baciato, tutti l’avrebbero preso in giro, la sua vita sarebbe stata un inferno – già vedeva Snivellus che gli vomitava addosso cattiverie (ma anche, semplicemente, che gli vomitava addosso) – e infine Paddy l’avrebbe rifiutato, avrebbe perso la sua amicizia.
Però non poteva andare avanti così, stava disattento alle lezioni, troppo incantato a guardarlo, ingoiava travasi di bile quando lo vedeva flirtare con una ragazza, andava in tilt a ogni suo tocco.
Deglutendo prese il mestolo e lo riempì completamente. Tutti lo guardavano in silenzio religioso misto ad aspettativa.
“Non sei obbligato a berlo…” gli sussurrò James (sì, invece).
Remus lo ignorò e guardò Sirus, ma non gli disse nulla, si limitò a guardarlo negli occhi, dandogli una minuscola fiamma di speranza.
Con un coraggio che non credeva di avere trangugiò in un sorso solo la pozione.
Aveva un dolce sapore zuccheroso e un odore delicato ma allo stesso tempo sensuale, poco dopo sentì una vampata di calore dentro di sé.
Si girò lentamente verso il moro e lo fissò per qualche istante, cercando di contenere il desiderio che gli dirompeva dentro. Guardò affamato di lussuria le labbra calde di Paddy e non resistette alla tentazione. Il lupo che si nascondeva dentro di lui uscì fuori con violenza (squartando il corpo del povero Remus Lupin).
Si buttò letteralmente addosso a Sirius facendoli cadere entrambi per terra. Con desiderio fece passare le dita sulle guance ruvide del ragazzo, sulle labbra (tutto questo mentre cadevano dalla sedia?), e infine si avventò sulla bocca con foga, sotto gli sguardi allibiti e confusi dei presenti e dell’Animagus stesso.
Non capiva più niente, completamente inebriato dalle labbra del ragazzo, non si stupì quando l’amico acconsentì ad aprire l’antro caldo e far incontrare le loro lingue.
Remus si perse in quel gioco lussurioso, ma voleva di più, il lupo voleva di più. Lentamente passò la mano sotto la maglietta del ragazzo, ma prima che potesse incontrarne i capezzoli tutto finì.
Il lupo scomparve e Moony tornò in sé stesso, ritrovando coscienza e scoprendo di essere sdraiato a terra e che stava baciando appassionatamente Sirius sotto gli occhi di tutta la classe, professore compreso.
Si stacco immediatamente arrossendo furiosamente, si alzò sulle gambe tremule, e cercò di dire qualcosa, ma era talmente imbarazzato che non gli uscì nulla.
Il silenzio venne spezzato dalla voce divertita dell’insegnante.
“A quanto pare la pozione è riuscita!”
Tutti scoppiarono a ridere, e in quel momento suonò la campanella. Gli alunni presero la cartella e uscirono dall’aula, non prima di fare congratulazioni (ma congratulazioni di che?) o battutine cattive a Remus che rimaneva immobile guardando a terra, Paddy era ancora steso sul pavimento, ansante.
Sentì la pacca sulla spalla di James e vide che gli sorrideva rassicurante, almeno la sua amicizia non l’avrebbe persa a quanto pare(va).
“Pensate quel che volete, ma se vi tenete una cosa così dentro prima o poi sarebbe impazzito, Signor Lupin!” (il professore è incerto se dargli del lei o del voi, e decide per una via di mezzo) gli disse l’insengnante prima di andare a godersi la sua ora buca “E a giudicare dalla sua foga doveva essere una cosa molto grossa!” ridacchiò. (Professori sadici e onniscenti)
Remus e Sirius rimasero soli. (così, all'improvviso?)
“I-io, mi dispiace Paddy…” balbettò il licantropo ritrovando leggermente la voce.
“E di cosa? Era da un po’ che stavo cercando il modo di farti dichiarare (per quale ragione al mondo avrebbe dovuto essere Remus a dichiararsi?), la pozione è stata stupenda!”
“Eh?” Remus alzò di scatto la testa sentendo il tono gioviale dell’amico.
“Insomma, averi voluto dichiararmi prima io, ma probabilmente il lupacchiotto che c’è in te non l’avrebbe sopportato!!” (la follia manda bollettini regolari al mio ufficio, dicendo che tutto prosegue nel delirio più totale) sghignazzò per poi dire con serietà “In realtà è perché volevo che non avessi più dubbi…”
“… come?” chiese ancora il licantropo credendo di aver capito male.
Sirius scoppiò a ridere poi si alzò con grazia e gli stampò un bacio sulla bocca.
“Ora hai capito, Moony?” (Hai capito, Moony? Io no)
Remus continuò a fissarlo con la bocca aperta, che poi si aprì (ma se era già aperta) in un sorriso di felicità. Nella foga saltò in braccio al ragazzo che scoppiò nuovamente a ridere.
“Ti piace proprio questa posa!” (Doppioscusa?)
Dopo questo lo baciò nuovamente, stavolta il loro fu un bacio meno urgente e lussurioso del primo e Remus potè godersi pienamente la dolce sensazione di baciare Paddy.
“Buon S. Valentin Rem…” gli sussurrò all’orecchio.
“Il migliore di tutti!”
“E possiamo renderlo ancora migliore… non ho proprio voglia di fare Storia della Magia…” gli sussurrò malizioso Sirius.
Moony arrossì, ma non si fece incantare “Scordatelo, non salterò una lezione per te!!” (andiamo bene)
I due si alzarono sorridendo, avviandosi verso la porta.
“Cosa? Sei crudele!” si lamentò scherzosamente Sirius.
I due continuarono a ridere fino alla porta dell’aula, fermandosi ogni tanto per darsi qualche frettoloso bacio. (un passo sì e uno no)
“E’ stata proprio una lezione particolare…” sorrise Remus. “Magari lo sarà anche questa!”
“Dubito, una lezione con Ruf non può essere descritta se non noiosa!”
Si baciarono nuovamente prima di entrare. Erano in ritardo di un quarto d’ora. (passato a baciarsi mentre conversavano amabilmente?)
“Sicuro di voler entrare?” chiese nuovamente Paddy con malizia.
“Sicurissimo…”
“Magari alla prossima… tanto abbiamo Erbologia…”
“Appunto… non possiamo saltarla!”
“Ma quella dopo?”
“Puoi chiedermelo tutte le volte che vuoi, tanto abbiamo sei ore di lezione davanti!”
“Dannazione! Dovevo appropriarmi di una boccetta di pozione d’amore… mi piacevi tutto focoso…”
Ma Remus si limitò a sorridere aprendo la porta, entrando sotto gli occhi curiosi degli alunni che subito cominciarono a bisbigliare.
Dopo essersi profusi in scuse e aver raccontato mezze balle i due si sedettero nei due banchi liberi.
“Non distrarmi… voglio seguire la lezione!” gli sussurrò Remus cercando di ascoltare la voce monotona di Ruf e ignorare la mano di Sirius che si stava muovendo birichina per le sue gambe.
“Oh sì, sarà proprio una lezione particolare!”
Quella sera, mentre coppie di fidanzati si scambiavano amore e dolcezza, un cane nero e un lupo correvano per la Foresta Proibita, liberi come l’aria sotto la luce della luna. (Almeno non si accoppiavano).
Fine
- lady black
- 13/02/08 - 12:36 am
- Una lezione particolare!
- Anonimo
- 22/07/07 - 08:46 pm
- Una lezione particolare!
- Anonimo
- 22/07/07 - 08:43 pm
- Una lezione particolare!
- evenstar
- 08/11/06 - 12:23 pm
- Una lezione particolare!