Nome reale: Andrea
Iscritto dal: 03/08/06
Status: Membro
Bio:
Scrivo storie spesso senza conclusione, leggo libri a tempo perso, scatto fotografie poco brillanti, scarabocchio un po' ovunque e se capita riesco anche a suonare qualcosa al piano.
Sono «una serie di aggettivi contrastanti, un ossimoro in carne e ossa. Ho una specie di mania per l'ordine, per il rigore, per il senso logico, sono un amante delle liste e delle cose funzionali, mentre allo stesso tempo ho una specie di mania per il disordine, per il caso, per il nonsense, sono amante dei giri di parole, del bizzarro, dell'assurdo e compagnia bella».
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Cose normalissime mi fanno paura. Luci abbaglianti. Rumori improvvisi. Animali notturni. Ragazzi coi capelli rossi. E quel nome... Harry. Un nome così normale.
«Naturalmente la scuola è stata perquisita molte volte in lungo e in largo dai maghi e dalle streghe più colti per trovare la prova dell’esistenza di un luogo simile. Ma quella stanza non esiste. È una storia che si racconta per spaventare i creduloni, come la leggenda di Bianconiglio».
"Il cielo di Hogwarts era plumbeo e carico di pioggia e tristezza. Sembrava protendersi opprimente, come un coperchio, verso le torri più alte, pronte per avvolgere nelle tenebre notturne la popolazione scolastica del castello, anche se prima del tempo. Tuonò, e la pioggia riprese più violenta di prima quando il portone della Sala Grande si aprì per far entrare i nuovi studenti di Hogwarts. I loro sguardi, timidi e quasi impauriti, andavano di qua e di là, illuminati dalle candele libranti, per poi dileguarsi oltre le finestre."
Quel che succederebbe se lui non ci fosse più.
Perché anche Hermione Granger ha bisogno di essere ascoltata.
Era ad uno di quei concorsi di cui, ogni tanto, si sente parlare sul Profeta. Era ad uno Spelling Glumb e, a quanto vedeva, stava vincendo. Era sul palco a fare lo spelling di un qualche incantesimo, con il peso degli sguardi di una platea invisibile. Ma non era nervosa. No, non lo era. Stava battendo Theodore Nott e lei avrebbe vinto la gara nazionale di Spelling Glumb.

"La signora Thomas era sdraiata sul suo divano. Era un divano molto comodo e lo teneva lì, in salotto, da poco tempo. Si era sentita subito in sintonia con quell’oggetto così morbido, sin da quando l’aveva notato al mercatino giù in centro. Appena l’aveva visto non se l’era lasciato perdere. L’aveva comprato in fretta e furia ed aveva insistito perché glielo portassero in giornata.
Così avvenne.
Ciononostante la cosa che avrebbe fatto l’indomani sarebbe stata riportarlo indietro, perché su quello stesso divano aveva ricevuto una notizia alquanto sconvolgente e incredibile. Una notizia che di lì a domani mattina avrebbe sconvolto la sua realtà di casalinga banalmente solita: suo figlio, suo figlio Dean, era un mago."
Questa storia è arrivata terza al concorso "Le Case di Hogwarts".
Molti credevano fosse un poltergeist con un pessimo gusto dell’orrido, altri – o meglio, il noto Eco del Gufo – un gruppo di fantasmi che interpretavano intorno alla mezzanotte di ogni giorno un atto che, in un modo o nell’altro, aveva colpito il cuore di tutti. Prima un ringhio, poi un urlo agghiacciante e – come tutto era iniziato – cadeva nuovamente il silenzio, lasciando riecheggiare per i corridoi del settimo piano un cigolio raccapricciante.
Tutto ciò avvenne per la prima volta a fine Settembre, ma nessuno parve interessarsi finché non divenne un’abitudine. Vociferavano che c’entrassero Maghi Oscuri, all’inizio. Poi la voce si disperse com’era venuta, probabilmente messa a tacere dal corpo insegnanti della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.
Fatto sta che, dopo il primo urlo del trenta Settembre, nessuno poté non notare che c’era una cosa in meno che gironzolava per il castello.
« Ehm, ecco, lo so che non te lo saresti mai aspettato, ma penso che t-tu sia molto carino... e mi piacerebbe s-se... »
L’ultimo Horcrux era sicuramente a Godric’s Hollow; il fiuto di Angelique non indicava mai una via sbagliata. Stavano setacciando le macerie di casa Potter quando ad Angelique scappò un urlo: aveva trovato l’ultimo. Era il cellulare di Godric Grifondoro, rimasto intatto e con un’infinità di avvisi di chiamata e messaggi non letti (come Godric avesse potuto avere un cellulare nell’epoca e come Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato l’avesse trovato e lasciato lì senza dare neanche una sbirciatina era del tutto un mistero).
"«Ciao!» la salutò la ragazza. «Avrai sicuramente sentito parlare di me. Sono Angelique Destiny Monique Giselle De La Fondelle e sono stata appena smistata a Grifondoro per frequentare il settimo anno, dato che con le mie immani capacità sono riuscita a sconfiggere Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato. Voldefunt, o qualcosa del genere»."