Drabble partecipante alla 6a edizone del contest "100 parole per la prima pagina".
Restò in silenzio. Alterato, pensieroso. Colpito.
“Andiamo, Malfoy. So che sei più intelligente di quello che sembri.”
"Draco, Draco, tu non sei un assassino."
"Come fa a saperlo?" reagì Malfoy. Parve accorgersi di quanto sembrassero infantili le sue parole; Harry lo vide arrossire alla luce verdognola del Marchio.
Tratto da “Harry Potter e Il Principe Mezzosangue” J.K. Rowling
About me: ....
Drabble partecipante alla 6a edizone del contest "100 parole per la prima pagina".
Restò in silenzio. Alterato, pensieroso. Colpito.
“Andiamo, Malfoy. So che sei più intelligente di quello che sembri.”
Drabble partecipante alla 6a edizone del contest "100 parole per la prima pagina".
Quella “E” era il suo simbolo; sempre cercato, bramato, ottenuto. Ed era…
Drabble partecipante alla 6a edizone del contest "100 parole per la prima pagina".
Probabilmente avrebbe dovuto pensarci prima; o forse, avrebbe dovuto farlo meglio. In un tripudio di colori e bisbigli aveva corso, abbandonando quell’area protetta...
La ragazzina alzò leggermente il nasino all’in su. Certo che l’avrebbe fatto. Avrebbe battuto lui come tutti gli altri.
“Non dargli troppa confidenza, Rosie.”“Scorpius Malfoy.”
“Rosie Weasley, piacere.”
“Nonno Arthur non ti perdonerebbe mai se sposassi un Purosangue”.Fic Next-gen, può essere considerata una continuazione di "Cosa altro si dovrbbe dire?" ma è nata come una storia a sè stante.
“Voglio dire, se era così “potente” come ha fatto a morire… a farsi uccidere?”
“Ah.”
Scorpius osservò il padre che si era d’un tratto fermato, restando in silenzio, e che dopo qualche secondo rispose con tono leggero.
Il piccolo James, tre anni, sopravissuto all’abbraccio della nonna, saltellava al suo fianco e Albus, due anni, era intento a guardare incantato il fratello e la sua dimestichezza nel muovere i piedini.
“Harry sta arrivando.”
Le parole di Ginny furono seguite dall’inconfondibile fruscio che preannunciava un imminente arrivo.

Quando aveva visto quel ragazzino magro e biondo passargli accanto e superarlo nell'ingresso del castello, per poi uscire fuori e avvicinarsi a gran passo verso un bambino che aveva riconosciuto essere suo figlio, era stato come trovarsi in un Pensatoio.
"Ehi! Potter!"
A rivivere i propri ricordi, osservando se stesso oramai quasi trent'anni prima.
"Appunti di vita. Tenere sempre a mente ciò che si è e ciò che si vuole diventare. Annotare i propri difetti, per saperli correggere ed eliminare..."
"Ma non lo può evitare?"
"Evidentemente no."
Sbuffò pesantemente.
"Tua madre si annoia, Draco..."
Prima di sussurrare un "Quietus", scendendo a ritroso dal palchetto, senza voltare le spalle alla folla, Kingsley sorrise. Pronunciando un ultimo gentile invito, accompagnato da un gesto cortese del braccio che coinvolse l'intera sala.
"Prego."

Spoiler Settimo libro!
Abbassò lo sguardo, mentre la voce sfumava.Sono rannicchiata contro di te, stesa su questo divano, la testa poco più giù della tua spalla, con le braccia ti cingo debolmente la vita. Il calore del contatto, la mollezza che invade il tutto il mio corpo, gli occhi socchiusi, il respiro regolare...
L'ultima immagine che aveva di Draco era quella di un ragazzo, stanco morto, addormentato nel pieno della notte sul divano della Sala Comune.