Note al capitolo

Nuovo capitolo... scusate il ritardo...
La si complica tra i due fuggiaschi... Il ritorno di CAST AWAY!!!!!!! Lo so, questo mio ritardo è imperdonabile, soprattutto essendo il secondo capitolo… ma il tutto è successo per problemi di forza maggiore, cioè il triste abbandono dell’ADSL… che mi ha impossibilitato la navigazione per un (bel) po’. Comunque ora ho un ADSL nuovo, più potente e (sembrerebbe) più efficiente, ma sono comunque mortificata di questo mio mostruoso ritardo nell’aggiornamento. Spero che mi seguirete ancora! Ma ora bando alle ciance e buona lettura!
CAPITOLO 2 CAST AWAY

Time goes by, still I’m waiting Il tempo passa e sto ancora aspettando
For you, your goal to achieve te, e il tuo compito da terminare
Altough I know, it is in vain nonostante io sappia che è invano
Just live... vivo...
Time goes by, still I’m waiting Il tempo passa e sto ancora aspettando
For me, my goal to achieve me, e il mio compito da terminare
Altough I know, it is in vain nonostante io sappia che è invano
Just live cause I believe io vivo perchè ci credo

Cast away- Visions of Atlantis

... senza quasi rendersene conto, lesse immediatamente la trama e il soggetto del suo sogno, anche se non esattamente i particolari. Il sogno era adatto a uno di età, circa, d’otto anni. C’erano in discussione affari d’importanza: trattative per la compravendita di biciclette e accessori, dove lui aveva a che fare con qualche tipo di poca fiducia e senz’altro di un genere eccentrico: forse un contrabbandiere levantino, o un gangster di Chicago, o un pirata malese…
Costui cercava di imbrogliare: e in conseguenza le labbra del dormiente, di un rosa asciutto, selvatiche e un po’ screpolate, si sporgevano in un rimbrotto malrepresso…
Elsa Morante "La Storia"


-Ma...Malfoy Manor?-
Calma, calma. Perché adesso Severus se ne usciva con questa cosa? Andare a Malfoy Manor… Draco era sicuro che quello sarebbe stato il primo posto in cui gli Auror li avrebbero cercati.
Severus lo sballottava da un posto all’altro… e la fuga da Hogwarts era stata talmente improvvisa e violenta che Draco era ancora stordito, e non riusciva a capire i passaggi mentali del suo ombroso professore.
-Non capisco… spiegami Severus, prima mi porti in quella topaia, poi vuoi andare a Malfoy Manor… non capisco le tue intenzioni.-
Il professore lo guardò, penetrante, per poi voltarsi e rispondere seccato: -Pensavo che prima di darti alla macchia volessi prendere qualcosa da casa e salutare tua madre.-
-Ah sì… certo- si affrettò a rispondere il ragazzo.
Qualche minuto di silenzio. Stavano ancora in piedi nel vicolo buio in cui si erano materializzati solo mezz’ora prima. A Draco sembrava fossero passati anni.
-Draco… non ti fidi di me?-
-Perché dici questo?- una leggera nota d’ira pervadeva la domanda.
-Rispondimi. Ho notato che continui a usare l’Occlumanzia nonostante la situazione.-
-Non vedo perché non dovrei usarla.-
-Non usare quel tono insolente con me, ragazzino. Trovo veramente infantile da parte tua continuare con questo ostruzionismo, dopo che ti ho aiutato a portare a termine la tua missione.-
Draco esplose.
-Ecco! Ecco! Parliamone! Aiutarmi? Aiutarmi? Mi sembra che tu l’abbia fatto per un tuo tornaconto! Solo per accrescere la tua posizione davanti all’Oscuro! Hai… -
-Non urlare, stupido. Qualcuno potrebbe sentirci. Dobbiamo spostarci da qui.-
Draco si interruppe nel parlare. I bei occhi grigi brillavano febbrili, i pugni contratti in una morsa quasi dolorosa.
-Va bene.-

I due camminavano spediti, diretti al boschetto poco fuori dai confini del paese. Di fianco a loro scorrevano le case babbane, buie, con le finestre oscurate che nascondevano gli stupidi che dormivano dentro, ignari, inconsapevoli dei grandi sconvolgimenti e del grande lutto che si piangeva a pochi chilometri di distanza, inconsapevoli dei prodigi che ogni giorno si compivano sotto al loro naso, inconsapevoli che a pochi metri da loro stavano passando un assassino e un suo probabile successore.
Piton riusciva a sentire lo sguardo penetrante di Draco posarsi pesante sulle sue stesse spalle mentre camminavano, la furia del ragazzo era palpabile.
-Gli sguardi non uccidono, Draco, perciò puoi anche risparmiarti di fissarmi le spalle in quel modo. Non sei un basilisco.-
Silenzio.
Una specie di grugnito.
“Lo prenderò per un sì… ” pensò Severus seccato. Non trovava per niente saggio discutere in una situazione tanto delicata, cioè l’essere ricercati per l’assassinio di un grande benefattore, ma Draco continuava con il suo atteggiamento ostile e irrazionale, perciò era meglio togliersi la spina dal fianco, parlare con il ragazzino per poi concentrarsi sul piano di fuga.
I due raggiunsero il boschetto e si fermarono in una radura circondata da pini.
Il posto era isolato e silenzioso, a parte per alcuni uccellini che ciangottavano debolmente in un nido.
Draco si fermò con lo sguardo perso verso il nido, dando le spalle al professore.
-Forza, spiega.- Il tono del ragazzo era duro, quasi imperioso, profondamente diverso dalla cadenza un po’ strascicata (così simile a quella di Lucius!) con cui di solito parlava.
-Non c’è niente da spiegare. Ti ho aiutato nel tuo compito, punto e basta.- Rispose Piton flemmatico. Bisognava portare pazienza con gli adolescenti, anche se erano degli ingrati nobili boriosi.
-Non mi hai aiutato nel mio compito, hai svolto il mio compito.-
-Ripeto: perché tu non ce la facevi.-
Draco sbuffò sonoramente.
-Come facevi a sapere che non ce l’avrei fatta? Ero già riuscito disarmare il vecchio e a metterlo all’angolo.- Il suo tono era ora sommesso, quasi rassegnato.
-Stai negando la realtà, Draco. Sapevi tu stesso, sin dall’inizio, che non ce l’avresti fatta.-
-E’ tutta invidia la tua, tutta invidia! Se il Lord Oscuro aveva affidato a me questa missione, si vede che era sicuro delle mie capacità!- Ora Draco urlava contro un punto indefinito nel bosco.
Ovviamente Draco parlava senza cognizione di causa. Non sapeva nulla. Come Potter, stava accusando Piton senza essere completamente al corrente di tutti i retroscena della situazione.
E ovviamente, parlava solo per consolarsi.
-Ti sbagli. Lui non confidava nelle tue capacità. Ti aveva affidato una missione suicida.-
-Non mi sembrava di rischiare la vita di fronte a quel vecchiaccio inerme e disarmato!-
-Infatti non la rischiavi con Silente. Lui non ti avrebbe mai ammazzato.-
-Allora quale era questo tremendo pericolo? Dillo!-
-Voltati. Non ho intenzione di parlare con la tua schiena.-

Draco si voltò. Sentiva le tempie pulsargli dolorosamente e un sinistro groppo in gola gli rendeva difficile respirare. Guardò Piton, che stava in piedi a braccia conserte, il viso parzialmente oscurato dalle ombre notturne degli alberi.
Quella sua indifferenza lo faceva incazzare ancora più.
Era stanco di ascoltare discorsi inconcludenti, di sentirsi rinfacciare la propria incompetenza. Era stanco delle minacce contro di sé e contro la sua stessa famiglia. Era stanco dei sotterfugi, dei segreti, dei misteri in cui era stato coinvolto per tutto l’anno, misteri e segreti mai rivelati interamente, ma sempre lasciati trapelare un po’ per volta, come un siero doloroso ma necessario per raggiungere l’immunità.
Draco era stato disposto a servire il Signore Oscuro. Anzi: lo aveva fatto volentieri, all’inizio. Era il più grande desiderio di suo padre, perciò, automaticamente, diventava anche il suo. E ora l’aveva servito con tutta la disperazione di cui era capace, perdendo sempre di più il contatto con sé stesso e rendendosi conto solo alla fine che forse il gioco di fare gli stregoni oscuri non valeva la candela. Ora il Marchio Nero non bastava più, magra consolazione per un ragazzo che calcava orme di altri, orme ben più profonde delle sue: ora doveva conoscere, doveva sapere.
-Spiega, allora, Severus. Chiaramente, senza tanti giri di parole.-
-Era una vendetta.-
-Prego?- Il suo tono era fra lo sconcertato e l’ironico. Vendetta? Nei confronti di Silente? O di Potter? Era comunque ovvio che qualsiasi cosa il Lord decidesse di fare, era per vendetta nei loro confronti. E non solo nei loro confronti, ma nei confronti del mondo magico intero. Non era stato così anche per gli attentati del ponte di Brockdale e dell’uragano nel West Country?
Dopotutto, Severus non stava aggiungendo niente che non sapesse già.
-Lasciami spiegare, Draco. Non è così semplice.- Tirò un grosso sospiro. –Come tu ben saprai, il nostro Lord è estremamente vendicativo. Ne sono un valido esempio la morte di suo padre per sua stessa mano e le tremende punizioni date ai Mangiamorte inefficienti. Tu conosci vero, tutte le vicissitudini del nostro Signore?-
-Certo. Mio padre me le ha raccontate più volte. Ma cosa centra ora? Taglia corto. Ho freddo ed è davvero irritante come la prendi alla lontana.-
Severus si zittì per un po’. Draco potè vedere chiaramente la vena della sua tempia destra pulsare ritmicamente con i suoi profondi sospiri.
Dopo un po’ ricominciò a parlare.
-Vuoi la verità nuda e cruda? Senza giri di parole? Va bene.- Il ghigno sulla faccia del professore era spaventoso, a metà fra la più nera cattiveria e la furia più sanguinolenta. –Era una vendetta nei confronti di tuo padre.-
Detto questo si voltò, dirigendosi fuori dalla radura, lasciando Draco a fissare il mantello ondeggiante sulle spalle del migliore amico di suo padre e di uno dei migliori Mangiamorte al servizio
(di Voldemort, che mi ha usato per vendetta)
del Sommo Signore Oscuro.
Draco, irrigidito dalla rivelazione, lo seguì in silenzio, lasciandosi dietro la radura dove gli uccellini, lasciati da soli al freddo dai genitori, cinguettavano sempre più flebilmente.


Breve capitolo di passaggio, per delineare meglio i rapporti fra questi due besughi e per introdurre il terzo capitolo, che invece sarà moooooolto più lungo, perchè è molto importante, visto che è lì che inizia la vera storia di “Cast Away”! Vi raccomando di non perdervelo.
In particolare, però, questo capitolo dà il titolo sia a tutta la fic che alla sua prima parte (sono quattro in tutto), appunto “Cast away”!
Approfitto delle note finali per ringraziare tutte le persone che mi hanno commentato. (i miei primi commenti! O_o)
Perciò ringrazio tutti, e per chi azzarda a indovinare il pairing principale… eeeeeeh, chissà… potrebbe essere… ma forse no… Comunque la storia è molto lunga, e i pairing potranno cambiare una quindicina di volte...
Grazie, i vostri complimenti mi hanno fatto un sacco piacere. Ringrazio inoltre Elena, la mia amicona, che legge e commenta i capitoli sempre in anteprima e anche tutti quelli che hanno letto il primo capitolo e non hanno commentato. Spero che commenterete, ma comunque anche solo sapere che qualcuno ha letto la mia fic mi riempie di orgoglio!

La ancora mortificata per il ritardo Wishmaster. (Come avrete capito, sono una ragazza, se avevate dei dubbi…)

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