Note alla storia

Ennesima dimostrazione che l'universo ha un senso dell'umorismo PESSIMO e che sono molto ispirata a scrivere SOLO quando ho minimo tre esami da preparare. *sigh*
L'idea mi è venuta vagando un po' sui siti vari e notando l'abuso del doppio nome di certi personaggi. Non è una novità, spuntano Hermione Jane Granger ogni tre righe da anni (che se non ci fosse stato il lexicon mai nella vita l'avremmo visto, il secondo nome!) e che senza un motivo sensato per usarlo nel canon dei libri non si è mai visto. Non volevo essere polemica, ma dato che sono quelle cose del fandom che mi lasciano sempre un po' così... Spero vi piaccia! ^^ [200 parole esatte secondo il contaparole di Word]
Un altro anno scolastico, un’altra cerimonia dello Smistamento.
Minerva McGranitt sistemò il Cappello Parlante al suo posto e srotolò la pergamena con tutti i nomi dei nuovi studenti, chiamandoli uno per uno perché si sistemassero sul solito sgabello e calzassero l’oggetto che avrebbe deciso il loro futuro per i prossimi sette anni.

Arrivata alla lettera P, però, il suo cuore ebbe un sussulto: sapeva da sempre che sarebbe arrivato quel giorno, ma vedere quel nome sulla pergamena le diede comunque una fitta al cuore.

Era già passato così tanto tempo?

Tornò indietro di cinquant’anni o poco meno col pensiero, ricordando quel ragazzo basso e dai capelli arruffati che sarebbe diventato la sua spina nel fianco. Un vero tormento, anche se era stato una stella del Quidditch per la sua Casa.

Alzò lo sguardo sui ragazzi che aspettavano ancora di essere chiamati e lo vide: identico al padre, ma non soltanto. Identico all’omonimo nonno.

«James Potter», chiamò.

Arrivò con passo sicuro e una smorfia divertita sul volto, come se fosse già certo del suo destino. Lo stesso sorriso…

«Grifondoro!»

Minerva scosse il capo, mentre il ragazzino andava ad aggiungersi alla sua tavolata: forse era arrivato il momento di andare in pensione.

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