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Note alla storia:
Non posto ff da un sacco di tempo. Questa è stata scritta tempo fa ed oggi è stata riscoperta. E'un MM, che mette in mostra l'amicizia fra le due ragazze.
“L’amore, Ginny, è egoismo!” Borbottò Hermione, alzando gli occhi dal suo tema di Trasfigurazione.
Ginny abbassò la piuma e, guardando l’amica come se si fosse trattato di uno Schiopodo particolarmente grosso, si limitò a mormorare: “ Hermione, ti senti bene?”
“Mai stata meglio, mia cara. Sei tu che hai qualcosa che non va! E non solo oggi.” Rispose l’altra, soddisfatta di aver concluso il compito.
“Non capisco a cosa tu ti stia riferendo. Credo che ciò che hai mangiato a cena ti abbia fatto male. Chissà, forse è stato il porridge…” Disse Ginny, sbadigliando.
“Smettila di fare dell’ironia. Sai benissimo a chi e a cosa io mi stia riferendo.”
La Sala Comune si stava svuotando, data l’ora tarda. Pochi studenti erano seduti ai tavolini, di fronte ai libri, mentre altri se ne stavano comodamente sdraiati sulle poltrone di fronte al caminetto, appisolati.
Fuori dai vetri il cielo era scuro e lasciava presagire la prima nevicata novembrina.
Hermione aveva scelto di aspettare Ron ed Harry, ancora agli allenamenti di Quidditch, e Ginny si era fermata a farle compagnia.
“E va bene, Hermione. Non siamo a lezione, per cui togliti quell’aria da saputella e spara. Detesto quando fai così!” Sbraitò Ginny, esasperata.
“Ok. Tanto per cominciare ho visto che faccia fai, quando vedi la Chang alle riunioni E.S.. Anzi, ho visto la faccia da pesce lesso di Harry e la tua, da Ungaro Spinato. Siccome ti conosco da un secolo non ci vuole un incantesimo per capire qual è il problema. Sei un po’ gelosa, tutto qui.” Concluse Hermione, con semplicità.
“Io non sono affatto gelosa, Hermione!” Strillò Ginny, attirando l’attenzione degli studenti presenti.
“A no? Parla più piano, altrimenti anche la Cooman ti darà risposta. Da quanto tempo ti piace Harry?” Incalzò la prima.
Ginny, alzò gli occhi al cielo, poi, arrossendo pesantemente si limitò a biascicare un: “Da quando ci siamo conosciuti.”
“E non ti sembra di esagerare?”
Ginny non capiva. A volte Hermione era davvero strana. Questa era una di quelle volte.
“Avanti, Ginny. Non puoi passare la tua vita guardandolo da lontano, sperando che prima o poi si accorga di te. Non trovi che sia un po’ troppo triste?”
“Ma Hermione, non è questo il punto. Il punto è che non c’è niente da aspettare, perché, tanto, per lui sono invisibile!”
“Non dire stupidaggini. Ti vede benissimo, solo non come vorresti tu!”
“E che cosa dovrei fare?”
“Smetterla di interessarti a lui, per esempio!”
Ginny pensava che Hermione avesse ragione, ma non era facile cancellare un sentimento dall’oggi al domani.
Hermione, d’altro canto, voleva aiutare Ginny, ma non sarebbe stato facile farle scordare Harry dall’oggi al domani.
“Come dovrei fare?”
“Potresti essere te stessa e smetterla di stare a guardare. E’ lui che ci perde, senza di te.”
La voce di Hermione era velata di malinconia. Si chiedeva se non stesse parlando a sé stessa, anziché a Ginny.
“Hermione, guardiamoci in faccia. Io sono una Weasley, l’ultima di una serie di fratelli eccezionali. Persino Ron è diventato Prefetto, e gioca a Quidditch! L’unica cosa che ho fatto io è stata finire nella Camera dei Segreti, posseduta da Riddle.”
“Dai, non metterla così! Non essere così severa, ci sarebbe cascato chiunque. E riguardo a Ron.. in fondo ha un sacco di buone qualità. E poi si merita ciò che ha.”
“Appunto.” Borbottò Ginny.
“Perché non mostri anche agli altri ciò che mostri a me? Sei simpatica, spiritosa e molto brava a Quidditch. Potresti provare ad entrare in squadra.”
“Hai ragione, l’anno prossimo provo per il ruolo di Cacciatrice.”
“Perché non esci con qualcun altro, Ginny?”
“Perché non lo fai tu, Hermione? Dopotutto Krum appartiene al passato!”
Hermione arrossì.
“A me non interessano queste cose. Non mi interessano personalmente, dato che, come puoi anche tu vedere sono molto impegnata con lo studio, la preparazione per i G.U.F.O. e, non meno importante, l’E.S.. E poi non è di me che stavamo parlando!” Sbraitò la ragazza, allontanando un molto contrariato Grattastinchi, che, nel frattempo, le era saltato sulle ginocchia.
Ginny rise, accarezzando il gatto, che le si era avvicinato.
“Hai ragione Hermione, stavamo parlando di qualcun altro.”
“Sì, Ginny, di te. In ogni caso ribadisco il mio pensiero. Lascia perdere Harry.”
“Ma cosa dovrei fare, secondo te?” Chiese Ginny, guardando l’altra.
“La domanda non è che cosa, ma chi. Ed io ho già un paio di buone idee.” Gongolò il Prefetto, fiera di essere riuscita a trovare una soluzione più che soddisfacente.
“Già, chi?”
“Michael Corner, o, magari Zacharias Smith, Sesto Anno. E’di Tassorosso e non è malaccio.”
“Hermione, sei sicura di stare bene? Io faccio solo il Quarto Anno, figurati se va a cercare me!”
“Te l’ho indicato proprio perché obiettivo facilmente raggiungibile.”
Ginny non credeva alle proprie orecchie: Hermione aveva appena pianificato una strategia. Aveva la mente più affilata di un rasoio.
“E, per la barba di Merlino, come potrei fare per irretirlo, se mi concedi?”
“Non serve che tu lo irretisca, sii te stessa, mollagli qualche occhiatina, et-voilà.”
“Fammi indovinare, tutte queste cose le hai lette su qualche libro Babbano o sul Settimanale delle Streghe?” Chiese la più giovane, dubbiosa, mentre tratteneva a stento le risa.
“Che ironia. E poi se proprio ti interessa mi sono ispirata a Jane Austin. Chissà che così facendo non farai ingelosire il tuo personale Darcy…”
“Austin, chi? Non riesco a seguirti.”
Hermione alzò gli occhi al cielo.
“E’ letteratura Babbana, un giorno te lo farò leggere.”
Guardarono l’ora. Si era fatto veramente tardi e i ragazzi non erano ancora tornati.
Decisero di andare a dormire, poiché il giorno dopo Hermione aveva Pozioni e Ginny Difesa Contro le Arti Oscure, per cui sarebbe stato meglio riposarsi e cercare di arrivare puntuali.
Ginny si mise a letto. Hermione poteva anche essere un’ “insopportabile sottutto”, ma certe volte aveva proprio ragione.