19 settembre: festa a sorpresa.
La giovane donna era furibonda. Possibile che quel giorno non trovasse nessuno che potesse tenerle i bambini? La giornata era iniziata male.
Quella mattina si era svegliata presto, aveva deciso di sfruttare il giorno libero di suo marito per andare a fare delle commissioni che rimandava da un po’ di tempo. Purtroppo quando era scesa in cucina per preparare la colazione, aveva trovato un biglietto della sua dolce metà che la informava di un’urgenza in ufficio ed era dovuto scappare. A sostegno c’era anche un messaggio di suo cognato che chiedeva l’immediato intervento di suo marito.
Poiché non poteva lasciare i bambini a suo marito, li avrebbe portati da sua suocera, era sempre felice di tenere i nipoti. Soddisfatta della soluzione, riprese a preparare la colazione e a vestire la prole. Quando furono pronti, cercò di mettersi in contatto con la suocera via camino. Purtroppo quando chiamò Molly, la donna non rispose, evidentemente non era a casa.
“Uffa, dove sarà finita". "Spero di trovare a casa almeno Ginny” pensò riaffacciandosi al camino per chiamare la cognata.
- Ginny, sei in casa? – chiamò.
- Padrona è in studio – rispose la voce del vecchio elfo di Harry.
- Kreatcher, per favore la puoi chiamare?
Dopo un po’ vide fra le fiamme il viso della cognata.
- Hermione, cara cosa succede?
- Oh, Ginny, devo chiederti un grande favore. Puoi tenere Rose e Hugo. Vorrei tanto andare a Diagon Alley per fare alcuni acquisti.
- Mi spiace, ma non posso. Sto finendo di scrivere un articolo e già con James, Al e Lily sarà un’impresa ardua. Perché non provi a chiedere a mia madre?
- Ci ho provato, ma non è in casa. Vorrà dire che li porterò dai miei genitori. Ci vediamo. – disse Hermione.
Prese i bambini e si materializzò davanti casa dei suoi. Proprio in quel momento sentì la macchina sul vialetto che si stava allontanando. Possibile che tutti avessero degli impegni? A chi poteva chiedere?
“Bill e Fleur”
- Ciao, Fleur, potrei lasciarti i bambini per un paio di ore?
- Hermione, mi spiasce, ma sto andondo dal parrucchiere con Victorie e Bill è al lavoro.
“Percy”.
- Percy, avrei delle commissioni da fare, potresti tenere Rose e Hugo?
- Mi spiace sto andando al Ministero c’è stata un’emergenza. Sembra che il trattato sull’importazione dei tappeti volanti abbia subito un arresto imprevisto. Non che la cosa mi dispiaccia, ma potrebbe nascere un……
“Andromeda”.
- Buongiorno, signora Tonks, potrebbe tenermi i bambini per un paio d’ore?
- Cara, lo farei molto volentieri, ma Teddy è a letto con la varicella, non vorrei che contagiasse Rose e Hugo. Sono così piccoli.
Non riusciva a crederci, non c’era nessuno disposto a darle una mano. Aveva tanto sperato di poter andare a fare acquisti a Diagon Alley. Negli ultimi anni aveva preso l’abitudine di farsi un piccolo regalo per il suo compleanno. Andava in giro per negozi, si fermava a prendere un gelato o a bere una Burrobirra e poi tornava a casa con i suoi acquisti. Quel giorno poi sarebbe uscito il primo libro di Neville: “Usi e applicazioni delle piante tropicali: le nuove sperimentazioni”. Ci teneva tanto a comprarlo. Forse era il caso di andare a preparare il pranzo per i bambini. Aveva appena finito di lavare i piatti e cambiare Hugo, quando un’idea improvvisa si fece strada nella sua testa.
“George e Angelina”
Lo sapeva che forse non era la soluzione migliore, ma cascasse il mondo lei voleva andare a Diagon Alley.
- Ciao, Angelina, mi faresti la cortesia di tenere Rose e Hugo per un paio di ore?
- Oh, Hermione, per favore non chiedermelo. Sono distrutta. Fred è riuscito a portare a casa uno degli ultimi scherzi che ha inventato George. Non era ancora stato sperimentato. Non so a cosa servisse, ma se il suo utilizzo era “distruggi casa, che poi mamma sistema” allora funziona alla grande. Perché non lo chiedi a Ron?
- E’ al lavoro, sembra ci sia stata un’emergenza.
- Strano ho visto Ron e Harry in giro per Diagon Alley poco prima dell’ora di pranzo. Sembravano divertirsi molto.
- COSA??
Questa gliela faccio pagare a entrambi.
Quando Hermione entrò al Dipartimento Auror, sembrava una furia. Dennis le si fece incontro.
- Hermione, che piacere vederti. Che cosa fai da queste parti?
- Dov’è Ron? – rispose ignorandolo.
- A dire il vero non lo so. C’è stata un’emergenza e…
- Cosa ci faceva a Diagon Alley prima di pranzo?
- È andato a fare un sopralluogo.
- Certo come no. Si stava divertendo con Harry.
- Beh sono usciti assieme, ma non so altro – rispose il ragazzo sulla difensiva.
- Bene, allora cerca di trovarli. IMMEDIATAMENTE.
- Ma, Hermione, veramente non saprei da dove cercarli.
- Non m’interessa. È un problema tuo, non mio. Io da qui non mi muovo.
- Su, cerca di essere comprensiva…
- COMPRENSIVA?? Sarei dovuta andare a Diagon Alley, Ron avrebbe dovuto tenere Rose e Hugo, invece è stato ‘richiamato’ da quello stupido di mio cognato, che sembra non essere in grado di muovere un passo senza mio marito. Cosa l’hanno fatto Capo del Dipartimento Auror a fare? Ho passato tutta la giornata a cercare qualcuno cui lasciare i bambini, ma sembra che tutti avessero qualcosa da fare. Vengo a scoprire che hanno visto mio marito e il suo migliore amico in giro a divertirsi. E inoltre nessuno e dico nessuno si è ricordato di farmi gli auguri. E ora tu mi dici di essere comprensiva?
Il ragazzo non sapeva più che pesci pigliare. Come poteva dirle che nessuno si era dimenticato del suo compleanno. Per fortuna Harry e Ron scelsero quel momento per tornare.
- Hermione, tesoro sei già arrivata? – chiese Ron avvicinandosi alla moglie.
- Che cosa vuol dire ‘sei già arrivata’, mi stavi aspettando? – chiese la donna sempre più furibonda.
- Oh, no, dicevo così per dire – rispose Ron, beccandosi un’occhiataccia da Harry.
- Bene ora volete spiegarmi per quale motivo mi hai detto che c’era un’emergenza in ufficio e poi vi vedono in giro a divertirvi? Avevi promesso di tenere i bambini.
- Sì, ecco vedi… - iniziò Ron imbarazzato. E ora cosa poteva raccontargli.
- Hermione, c’è stata veramente un’emergenza, ma siamo riusciti a risolvere tutto. Ora perché non vai a darti una rinfrescata. Lascia qui i bambini. Quando torni, ti raccontiamo tutto – disse Harry, intervenendo in soccorso dell’amico.
- Spero che abbiate un motivo più che valido, altrimenti giuro che vi affatturo e rimpiangerete di non essere stati cruciati.
- Va bene, ora vai. Dennis accompagnala nel mio bagno. Lì potrai farti una bella doccia. Intanto noi vediamo se riusciamo a trovarti un bel cambio di vestiti. Non offenderti, ma ne hai bisogno.
Sempre furiosa Hermione seguì Dennis. Che la condusse fino ad una stanza da bagno veramente favolosa.
- Ora capisco perché spesso Ron preferisce farsi la doccia qui – disse esprimendo i suoi pensieri a voce alta.
- Fai con calma, ti appoggerò i vestiti puliti qui all’ingresso. In quell’armadio trovi degli asciugamani puliti – disse Dennis, indicandogli un piccolo mobile color avorio in stile Liberty, pieno d’intarsi.
Tutto il bagno era sullo stile di quel mobile che era messo in risalto dalle piastrelle nere perfettamente pulite. Chissà come riuscivano a tenerlo così pulito pensò Hermione entrando nella doccia.
Quando ebbe finito, trovò i vestiti che le aveva lasciato Dennis. Chissà di chi sono, si chiese vestendosi, le calzavano a pennello ed erano molto eleganti. Doveva chiedere a Ron, dove li aveva trovati. Vicino ai vestiti c’era anche un piccolo astuccio di velluto nero con un biglietto sul quale c’era il suo nome.
Aprì l’astuccio e vi trovò una bellissima catena in oro bianco con un piccolo ciondolo a forma di delfino con incastonato un piccolissimo brillante. Ricordava di averlo visto in una gioielleria babbana qualche settimana prima, quando si era recata con Ron e i bambini a trovare i suoi genitori e avevano passeggiato lungo il viale, pieno di negozi, in cui si trovava lo studio dei signori Granger.
Prese il biglietto era di Ron.
Scusami. Non mi sono dimenticato del tuo compleanno. Tanti auguri amore mio.
Tuo Ron
Hermione non riuscì a trattenere un sorriso. Che dolce che era suo marito, certo aveva la sensibilità di un troll, quando si metteva d’impegno, ma era molto dolce.
Mentre si dirigeva verso l’ufficio di Harry, si era già calmata un po’. Tutto sommato Ron si era ricordato del suo compleanno e probabilmente era vero che c’era stata quell’emergenza. Gli avrebbe concesso il beneficio del dubbio.
Quando giunse nell’ufficio del cognato, vi trovò solo Ron, si era cambiato, ora indossava un paio di pantaloni neri e un lupetto verde che metteva in risalto i suoi occhi, adorava quando si vestiva in quel modo.
- Dove sono finiti Harry e i bambini.
- Sono andati a finire di risolvere l’emergenza di oggi.
- Che cosa è successo? Perché sei dovuto venire al lavoro nonostante la tua giornata libera? Cosa c’entrano i bambini con l’emergenza di oggi?
- È difficile da spiegare. Vieni ti faccio vedere – le disse tendendole la mano.
La prese fra le braccia ed insieme si Smaterializzarono. Ricomparvero da qualche parte. Hermione non sapeva dove si trovassero. Era tutto buio, non si vedeva nulla. Stava per prendere la bacchetta per fare luce, ma fu anticipata da Ron. Lo guardò con aria interrogativa prima di volgere lo sguardo verso quello che credeva, essere il centro della sala, dove intravide una piccola luce e un coro di voci che stavano intonando “Happy Birthday”.
La luce si accese e lei vide tutti i suoi amici e parenti che le stavano augurando buon compleanno. Si volse nuovamente verso Ron.
- L’idea è stata di Ginny, ci ha detto che hai sempre desiderato una festa a sorpresa per il tuo compleanno. E così…
Non riuscì a finire, perché Hermione gli aveva tappato la bocca con le proprie labbra.
- Grazie, non so come ringraziarvi, siete stati magnifici. Non ho mai sospettato nulla.
- Per forza eri impegnata a cercare qualcuno che ti tenesse i bambini, mentre noi eravamo qui a preparare tutto – disse Ginny con un sorriso malizioso.
- Anche questa è stata un’idea di Ginny. Buon compleanno Hermione – disse Neville porgendole un pacchetto che conteneva il suo primo libro.
- Stai benissimo vestita così – disse Harry dandole un bacio sulla guancia. – Questo, invece, li ho scelti io – disse orgoglioso indicando il completo che aveva trovato nel bagno.
- Non so cosa dire – affermò Hermione con le lacrime agli occhi per la commozione.
- Se sapevo che bastava una festa a sorpresa per lasciarti senza parole, l’avrei organizzata anni fa – disse George, scatenando l’ilarità generale, mentre Hermione sorrideva felice.
