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Si erano ritrovati ad Hogwarts un anno esatto dopo. Il tempo perché la scuola fosse ricostruita, i morti seppelliti e il dolore cocente dei vivi affogato nell'alcool o in qualche altro diversivo momentaneo.

L'appuntamento era nella Sala Grande, dove la battaglia era stata vinta e una nuova era sancita. Gli studenti aspettavano già lì, divisi in quattro ordinate colonne, con un rappresentante ciascuna a portare gli stendardi della propria casa.  In fondo alla Sala, un piccolo palco e una lunga candela bianca.

Erano così tanti che avevano dovuto ampliare di quattro volte la Sala per l'occasione; e nonostante tutto, stavano tutti pigiati uno contro l'altro. Ma era più per farsi forza, che per la mancanza di spazio.

Kingsley Shackelbolt salì con aria grave sul palco, dietro alla candela bianca.

"Benvenuti a tutti" disse con la sua voce profonda "Siamo qui per ricordare degnamente i nostri morti. Questa candela" e la indicò "è il nostro simbolo di speranza. Accendete i vostri ceri con questa fiamma. Accendete il vostro dolore di speranza".

Quando scese subito dopo dal palco, non ci fu nessun applauso a salutarlo, come nessun applauso accolse chi, uno dopo l'altro, saliva sul palco, ricordava i nomi dei propri morti, e accendeva i ceri, che rimanevano poi lì a bruciare, una fiamma per ogni vita spezzata.

"I miei fratelli, Gideon e Fabian Prewett".

"Il mio gemello, Fred Weasley".

"Nostro figlio, Cedric Diggory".

"Mio marito, Ted Tonks. Mia figlia e suo marito, Ninfadora e Remus Lupin".

"I nostri due compianti Presidi, Albus Silente e Severus Piton".

Era una processione tranquilla, lenta, silenziosa. Si sentivano solo i ticchettii delle scarpe e il crepitare dei ceri.

Quando Harry salì per ultimo, il pavimento della Sala Grande era lustro di fuoco.

"I miei genitori, James e Lily Potter".

Altri due ceri accesi.

Stettero tutti insieme in silenzio ad osservare ondeggiare le fiamme. E alla pena si mescolò una nuova consapevolezza: che come quelle candele avevano inondato di luce la Sala buia, il ricordo di quelle giovani vite coraggiose avrebbe rischiarato il loro dolore.

Harry, nonostante tutto, si ritrovò a sorridere.

Note di fine capitolo:
Dedicato a chi, morendo 18 anni fa, ha lasciato un vuoto orribile nella mia vita, ma il cui ricordo, nonostante tutto, ha sempre guidato la mia esistenza, e lo farà ancora.