Note al capitolo

Ed ecco qui l'ultimo capitolo di questa ff che spero vi sia piaciuta, ho cercato di metterci dentro un po' di tutto, dalle battute alle riflessioni personali, sperando di aver fatto un buon lavoro.
Ringrazio Midlight per aver betato anche questo capitolo e tutti gli altri che l'hanno letta in anteprima e a cui è piaciuta^^
Buona lettura^^

Capitolo 3 – Tortura Weasley?

Mai viaggio fino alla Tana sembrò tanto breve e George non era riuscito a prepararsi adeguatamente per vedere il resto della truppa. Ora iniziava a comprendere gli altri fratelli, primo fra tutti Ron che, essendo il più piccolo di casa, era il più martoriato da scherzi e prese in giro, soprattutto da parte sua. L’aveva sempre bersagliato, mettendolo in imbarazzo davanti a tutti e, adesso, si sentiva più o meno nello stesso modo. O almeno credeva che Ron si fosse sempre sentito così.
La Tana era silenziosa… troppo silenziosa per quell’ora. Erano da poco passate le otto di sera e ci si aspetta che una casa sia un tripudio di rumori, colori e profumi, invece, appena apparsi nel camino, ai due ospiti la casa apparve vuota. Solo in quel momento George si ricordò che Hermione nel pomeriggio aveva partorito il suo secondogenito e che quindi Molly e compagnia bella potessero trovarsi al San Mungo.
– Te l’ho detto? Hermione ha avuto il bambino questo pomeriggio. – disse quasi assente, scrutando oltre la porta del salotto per controllare se si intravedesse qualche luce.
– Davvero? Che bello, sono quasi-zia per la sesta volta. – esultò lei, dimenticandosi quasi totalmente del motivo per cui erano lì – Quindi pensi che tua madre e gli altri siano in ospedale? – chiese poi, con gli occhi che brillavano, segno che stava per fargli un’altra proposta.
George notò lo sbrilluccichio e cercò di contenere qualsiasi cosa stesse per nascere nella mente di Angelina: – Non ho intenzione di andare al San Mungo, avevamo detto che saremmo venuti alla Tana a dare la notizia, quindi niente nuovo spostamento. Ora restiamo qui, a costo di aspettare fino a domani.
– Come mai hai cambiato idea? Ti ho praticamente dovuto trascinare e adesso vuoi aspettare i tuoi per dirglielo. – asserì lei.
– Uno non può più cambiare idea? – George si accorse di iniziare ad alzare la voce, ma non voleva litigare con Angelina.
– No, non può. – rispose lei, sovrastando l’eco della voce del fidanzato nella stanza vuota – Non mi va di litigare, lo abbiamo già fatto abbastanza oggi. – commentò poi, riabbassando la voce.
Un attimo dopo, un bagliore verde provenne dal camino, segno che qualcuno stava arrivando alla Tana. E infatti, piena di fuliggine, i capelli leggermente arruffati ed un enorme sorriso ad incresparle le labbra, Molly Weasley fece la sua entrata trionfale nel salotto di casa, senza quasi accorgersi dell’intrusione dei due.
– Ciao mamma. – esordì George – Siamo venuti a fare un salutino. – tentò di sorridere, senza riuscirci. Avere davanti sua madre era una cosa totalmente diversa dall’immaginarsela e ogni volta si dimenticava come una donna affabile come lei potesse, talvolta, trasformarsi in una vera furia se arrabbiata, quasi diventando simile a Hagrid per dimensioni, non dando così via di scampo ai suoi pargoli.
– Hai visto il tuo nuovo nipote? – chiese lei, tutta eccitata per aver appena fatto visita al nuovo piccolo Weasley.
– Ehm, non ancora. Prima dovevo chiarire una cosa con Angelina. – spiegò lui, abbassando il capo e percependo lo sguardo di sua madre che da felice si faceva serio e quasi contrariato.
– Capisco. – disse solo, poi si rivolse alla futura nuora con un sorriso sincero sulle labbra – Angelina cara, come va? Tutto bene? Al lavoro? Spero che mio figlio non ti faccia ammattire più del necessario. – Come da copione, Molly era partita in quarta con un sacco di domande, pronta a farsi gli affari degli altri, esattamente come farebbe ogni brava madre quando vede che uno dei suoi figli sta per lasciare definitivamente il nido. George lo aveva lasciato già da anni, come altri, ma non avendo ancora avuto occasione di sposarsi, per sua madre era ancora il piccolo terremoto che scorrazzava per casa, combinandone una per colore insieme al gemello.
– Tutto benissimo, signora. – rispose con cortesia la giovane.
– Quante volte ti ho detto che ormai puoi chiamarmi semplicemente Molly?! Perché voi ragazze non lo fate, se non dopo esservi sposate? Anche Hermione aveva lo stesso vizio, ci conosciamo da quando eravate piccole ed è anche ora che smettiate con questa brutta abitudine. – ennesimo monologo da parte di Molly, chissà perché non si accorgeva mai che, se i figli tornavano all’ovile quando non c’erano feste comandate o per il pranzo della domenica, voleva dire ‘Guai in vista’. Ma questa volta notò la stranezza, eccome.
– Allora, perché siete qui? George, è strano che tu non sia a vedere tuo nipote, di solito vuoi essere il primo per lasciargli la tua impronta. Stavolta, invece, non l’hai fatto e quindi deduco che ne abbia combinata una delle tue. – Uno a zero per la signora Weasley, questa volta ci aveva azzeccato in pieno.
– Non è proprio una delle mie… diciamo che finora non era mai capitato. – George ormai trovava molto più affascinante il pavimento del salotto, tanto Molly perforava alla perfezione il suo cranio per leggervi dentro, senza bisogno né di guardarlo negli occhi né di magia.
– Finora non era mai capitato? – chiese la madre, alzando notevolmente la voce e spaventando non poco Angelina, non ancora abituata del tutto a quegli scatti – George Weasley, si può sapere cos’hai combinato? Qualcuno si è fatto male con uno dei tuoi scherzi? – quando Molly usava il nome intero del figlio stava a significare ‘Uragano Molly in arrivo’, se poi azzeccava anche una cosa successa quel pomeriggio, era ancora più preoccupante e spaventoso.
– Ma-mamma, non è niente di così tragico. – George alzò di scatto gli occhi in quelli di sua madre e cercò di tranquillizzarla, ma senza ottenere l’effetto sperato. Infatti lei iniziò ad andare avanti indietro per la stanza, borbottando qualcosa di molto simile a ‘Ma com’è possibile che abbia un figlio così… così… degenere?’.
– Sì, Molly, non è niente di spaventoso o catastrofico. Sono solo incinta. – Angelina doveva essere impazzita, ora gli sguardi su di lei pesavano come macigni e Molly aveva la mascella che stava pericolosamente per toccare terra. In un nanosecondo si voltò verso il figlio ed iniziò ad urlargli contro: – Tu, ammasso di insensatezze, come hai potuto fare una cosa del genere? Non siete neanche sposati. Come hai potuto metterla incinta? – Molly non si dava pace, era più forte di lei continuare ad urlare e sfogare la frustrazione che negli anni aveva accumulato a causa dei due gemelli.
– Mamma, è successo e basta. – cercò, per l’ennesima volta, di calmarla George.
– Molly, – iniziò Angelina, attirando l’attenzione della futura suocera – non è stato certo programmato, cioè se fossimo già sposati forse sarebbe più… normale. Ma anche così va bene, no? Insomma, avrà un altro nipotino che scorazzerà per casa. – sorrise poi, con gli occhi leggermente inumiditi.
Finalmente l’‘Uragano Molly’ si placò, Angelina aveva usato le parole giuste per far breccia nel cuore di nonna che batteva nel petto della signora Weasley. Le due donne si abbracciarono calorosamente e quasi si dimenticarono di George, che si era accasciato sulla poltrona del padre, stanco dopo quella giornata infernale.
L’idillio durò troppo poco, per i gusti del rosso, infatti rincasarono anche suo padre, Bill e Percy. Il secondo era alquanto sorpreso di aver trovato una scena insolita: – Che succede? – chiese, notando lo sguardo perso nel vuoto del fratello minore.
– Angelina ed io siamo venuti a darvi una notizia. – rispose senza espressione e non guardando il fratello.
– Bella o brutta? – chiese Percy, sistemandosi gli occhiali sul naso.
– Dipende dai punti di vista. – disse solo George.
– No, non dipende dai punti di vista, George. – intervenne Angelina, staccandosi finalmente dall’abbraccio spaccaossa di Molly – Questa notizia è molto bella. – disse poi, rivolta ai nuovi arrivati. – Sono incinta.
Bill e Percy si scambiarono un’occhiata e dopo pochi secondi scoppiarono a ridere, Arthur fu molto più composto e mise un braccio intorno alle spalle della giovane, in segno di affetto.
– E così anche tu ti sei fregato, eh fratellino? – sghignazzò Bill, ripetendo parola per parola ciò che George gli disse quando scoprì di diventare zio per la prima volta.
– Ehi, Bill, con questa succulenta notizia potremo rifarci di tutte le prese in giro e gli scherzi che ci ha fatto. – disse Percy in direzione del fratello maggiore, strizzando un occhio in segno di complicità.
– Oh, ci puoi giurare. Da dove possiamo cominciare? – si chiese Bill, ripensando a tutte le volte che aveva rischiato una punizione per colpa di George… o era di Fred la colpa?
– Penso che possiate anche cominciare da domani a stuzzicarlo, no? – disse Molly, che fino a quel momento era rimasta zitta in un angolino, godendosi segretamente le battute dei due fratelli.
– Percy, te la immagini la faccia di Charlie quando gli daremo la notizia? – chiese Bill, prendendo sottobraccio il fratello e dirigendosi verso la cucina.
– No, davvero, dovremmo andare direttamente in Romania per dirglielo. Oppure potremmo aspettare che ritorni per Natale. – rispose l’altro, ridendo sotto i baffi.
Si sentirono ancora per un po’ le risate e le battute degli altri due, fino a quando la porta della cucina non fu chiusa quasi ermeticamente alle loro spalle.
– Vi fermate a cena? – chiese Molly, felice di avere almeno una piccola parte della famiglia riunita.
Angelina e George si scambiarono un’occhiata ed acconsentirono all’invito della capo-famiglia, in fondo i suoi manicaretti erano imbattibili ed a casa della giovane c’erano solo alcuni surgelati; per una volta si potevano concedere un pasto completo.
– Allora, è stato così tremendo? – chiese Angelina al fidanzato, quando restarono da soli in salotto.
– Di più. – rispose solo lui, sporgendosi verso di lei e toccando le sue labbra con le proprie, per un casto bacio – Promettimi solo che la prossima volta non mi farai tutte quelle scenate. – aggiunse poi.
– E chi ti dice che ci sarà una prossima volta. – sorrise sorniona lei, prima di andare in cucina e lasciare George da solo e sbalordito per la franchezza della fidanzata.
– Donne. – sospirò, prima di dirigersi anche lui in cucina per, una volta tanto, aiutare nelle faccende domestiche.

Note di fine capitolo

Non ho molto da aggiungere qui, ringrazio tutti coloro che l'hanno letta e quelli che hanno commentato... me lo lasciate un altro commentino? *o* Anche per sapere cosa ne pensate di questo capitolo finale e capire se una ff con protagonisti Fred jr., George, Rose e Hugo possa interessare.
Alla prossima^^

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