La luce della luna filtrava attraverso le tende della camera di una bambina in fasce.

La piccola stava dormendo beatamente, il suo respiro calmo e regolare risuonava leggero nella piccola stanza.

La culla era situata sotto la finestra e i pallidi e freddi raggi le accarezzavano il dolce visino.

Aveva i capelli rosso fuoco e una marea di lentiggini, esattamente come i fratelli.

Era nata da pochi giorni e i genitori l’avevano portata a casa solo da tre ore, ancora non aveva conosciuto nessuno all’infuori di mamma e papà, era l’unica femmina della sua famiglia, un tesoro tanto sognato dalla madre. Aveva avuto sei figli maschi e voleva disperatamente una femmina…

Poi era arrivata, bella come un fiore, delicata e minuscola.

La porta si aprì silenziosamente facendo entrare la luce del corridoio, fino al lettino. Sei testoline rosso fiamma apparsero da dietro la porta.

“Bill! Io ojo edere Innevra!” piagnucolò il più piccolo tirando la manica del pigiama, azzurro, del più grande.

“Zitto, Ronald!” sibilò un bambino con gli occhiali a fondo di bottiglia, vicino a Bill.

“Percy, non trattare male Ron, è piccolo!” sussurrò con voce cattiva un altro bambino più robusto degli altri, che teneva per mano due bimbi identici.

“Charlie… Anche noi vogliamo vedere Ginevra!” disse uno dei due gemelli.

“Fred, fa’ piano!” affermò Bill con gentilezza.

“Io non sono Fred, io sono George!” replicò stizzito il bambino.

“Sì, va bene, ma fa’ piano lo stesso!” constatò Charlie con dolcezza.

“Erchè?” chiese ingenuamente Ron.

“Perché se svegliamo mamma e papà siamo morti!” sibilò Percy preoccupato.

“Entriamo?” chiese Bill guardandosi furtivamente in torno.

I fratellini annuirono e insieme si diressero verso la più piccola dei Weasley.

I sei bambini circondarono con estrema attenzione cercando di fare il più piano possibile la culla, dove la piccola Ginevra sospirava soddisfatta.

“Guarda quanto è piccola!” disse Bill con tenerezza prendendo la manina della sorella nella sua.

“Omme?” domandò Ron sporgendosi ancora di più verso il lettino, allungando le manine come se volesse prendere in braccio la piccola.

“Sì, dorme…” rispose con gentilezza non sua, Percy.

Charlie guardò la bambina con dolcezza. Era davvero minuscola.

“Dolce!” urlò Fred.

“Shh, Fed! Fa’ silenzio!” disse arrabbiato Bill.

“E’ eglia!” affermò Ron puntando il ditino nella direzione della bambina, la quale li guardava con interesse. Non pianse, ma tese le manine paffute verso il maggiore dei fratelli.

Bill la guardò e le sorrise, prendendola in braccio con gentilezza e premura: aveva paura di poterle fare male, tanto era piccola.

I cinque fratelli accerchiarono Bill e la piccola Ginevra.

“Ao! Inny!” disse Ron che salito su una sedia salutava con la mano la piccola che gettò la testa da un lato sbattendo gli occhioni nocciola con innocenza.

“Inny?” chiese Fred.

“hì! Ginny!” disse Ron gonfiando il petto.

“Ginny?” domandò Bill accarezzando la testolina cremisi della sorellina.

“Ti piace come soprannome, piccola?” le sussurrò.

La bambina in risposta emise un gridolino di gioia afferrando gli occhiali di Percy che si era avvicinato per vederla meglio.

“Le piace!” replicò Percy rimettendosi gli occhiali.

“E Ginny sia!” disse trionfante Charlie.

“Mi fai provare a prenderla in braccio?” chiese Fred.

“Sì e poi io!” replicò George.  

“No, prima io! Sono più grande!” sibilò Percy.

“Allora ci sono prima io, carino!” disse Charlie tendendo le mani verso la neonata.

“No, prima a Ron, che ha inventato il suo soprannome!” disse Bill facendo sedere Ron sulla sedia, aiutandolo a tenere la bambina tra le esili braccine.

Da dietro la porta Arthur e Molly Weasley avevano i lucciconi agli occhi. I loro bambini… La loro piccola Ginny, gli fece uno strano effetto vederli tutti e sette assieme, uniti e solidali.

La mattina seguente…

“Arthur, vai a prendere Ginevra!” disse Molly servendo la colazione ai sei maschietti.

“No, mamma! No hi jama Ginnevvra! Hi jama Ginny!” urlò Ron dal suo seggiolone.

Molly sorrise dolce ai suoi bambini… Si, Ginny era perfetto per la loro bambina.

Note di fine capitolo

Non lo so se è sciocca o meno, fatto sta che quando la scrivevo avevo i lucciconi agli occhi...XDXD ho pensato che Ron sapesse parlare... perche è vero che tra lui e Ginny ci corre solo un anno ma è pure vero che prima di poter avere altri figli bisogna aspettare più o meno 2/3 mesi quindi ho pensato che avesse un anno e qualche mese e sapesse più o meno parlare... XDXD Spero vi piaccia a presto Kiss^^ Debby^_____^

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