C'è dell'altro di Sandy Potter
[...]– Perché dovrei dirti cosa mi passa per la testa? Ti ho già detto cosa pensavo del tuo comportamento di questo pomeriggio. – rispose lei risoluta, intenzionata a chiudere la questione.
– Eppure c’è dell’altro. – constatò lui, guardandola. Solo in quel momento si accorse che sembrava stravolta, anche non avendo fatto molto quel giorno, ma evitò di farglielo notare, non voleva ritrovarsi appeso fuori dalla finestra.[...]


Continuazione di "Un pomeriggio da dimenticare" incentrata sulla coppia George/Angelina.
Categoria: Post-DH Personaggi: Angelina Johnson, George Weasley, [+] Weasley
Era: Harry Post-Hogwarts (1998-)
Generi: Comico, Commedia, Romantico
Lunghezza: A Capitoli
Pairing: Altro
Avvertimenti: Momento Mancante
Sfide: Nessuno
Series: Le (dis)avventure di George
Capitoli: 3 Completa:Parole: 3343 Read: 8543 Pubblicata: 03/06/08 Aggiornata: 27/08/08
Note alla storia:
Come già detto nel riassunto questa fanfiction è una specie di continuazione di "Un pomeriggio da dimenticare" (vi invito dunque a leggerla, se già non l'avete fatto ^^). I protagonisti sono George ed Angelina, coppia che inizia a piacermi e che, purtroppo, è poco considerata, visto che nella saga non c'è un accenno diretto a loro.
La fanfiction sarà lunga un paio di capitoli, non di più, quindi non vi tedierò molto ^^ e adesso vi lascio alla lettura.
Buona lettura

1. Prossima fermata: San Mungo? di Sandy Potter

2. Scherzi, vero? di Sandy Potter

3. Tortura Weasley? di Sandy Potter

Prossima fermata: San Mungo? di Sandy Potter

C'è dell'altro

Capitolo 1 – Prossima fermata: San Mungo?

Si materializzò nel salotto di casa, ancora arrabbiata per il comportamento infantile ed inaffidabile di George. Si gettò a peso morto sul divano pensando a quello che era successo poco prima: – Idiota! – esclamò più volte al vuoto, come se avesse ancora davanti il fidanzato.
Rose rischiava grosso e lui se ne stava svenuto? E pensare che uno, grande e grosso, smistato nella Casa di Grifondoro al primo anno di Hogwarts, non sarebbe dovuto svenire così facilmente. “Avrò fatto bene ad andarmene?” si chiese poi; si alzò leggermente sui gomiti e ripensò per l’ennesima volta alla piccola Rose: questa volta George l’aveva combinata grossa e se la sarebbe dovuta cavare da solo.
Tuttavia Angelina, dentro di sé, era divisa in due parti: da una sperava che Rose avesse finalmente preso l’antidoto; dall’altra sperava che Ron scoprisse ogni cosa e che lui ed Hermione avrebbero dato una bella lavata di capo allo scavezzacollo.
Una fiammata verde nel camino la distrasse dai suoi pensieri, George era appena apparso nel suo salotto ed aveva un’espressione da cane bastonato dipinta sul volto. Angelina restò qualche secondo interdetta da quell’incursione: – Che cosa vuoi? – chiese… o meglio ringhiò in direzione del fidanzato.
– Sapere perché te la sei presa tanto. – rispose lui con estrema semplicità.
La giovane restò piacevolmente sorpresa, George non si era mai preoccupato molto di inseguirla quando era arrabbiata, aveva imparato a sue spese che era preferibile lasciarla sbollire. Evidentemente quel giorno aveva voglia di finire al San Mungo. – Perché dovrei dirti cosa mi passa per la testa? Ti ho già detto cosa pensavo del tuo comportamento di questo pomeriggio. – rispose lei risoluta, intenzionata a chiudere la questione.
– Eppure c’è dell’altro. – constatò lui, guardandola. Solo in quel momento si accorse che sembrava stravolta, anche non avendo fatto molto quel giorno, ma evitò di farglielo notare, non voleva ritrovarsi appeso fuori dalla finestra.
– Perché ci dovrebbe essere dell’altro? – chiese Angelina. Quel gioco non le piaceva molto, ma non voleva dirgli proprio niente, non era pronto e, nel pomeriggio con Rose, l’aveva visto con i suoi occhi.
– Con voi donne c’è sempre dell’altro. – era ufficiale: George aveva perso definitivamente la ragione, se mai l’aveva avuta, e voleva ritrovarsi veramente appeso fuori dalla finestra.
– Ok, George, – iniziò lei, cercando le parole adatte per continuare senza svelare troppo e senza arrabbiarsi ulteriormente – pensavo che, crescendo in età, superando quasi indenne la guerra e diventando consapevole di quanto sia preziosa la vita, tu iniziassi anche a maturare, invece sei sempre il solito adolescente interessato solo agli scherzi.
Il rosso non poté far altro che abbassare il capo, piccato, ed iniziare a fissare il pavimento del salotto: – Hai ragione, ma ho sempre amato gli scherzi e non saprei proprio come farne a meno. Ho un negozio molto più fornito di Zonko nei suoi anni migliori e ne vado fiero.
Angelina si alzò dal divano e gli si avvicinò, sapeva che c’era altro sotto quelle parole, ma non voleva peggiorargli ulteriormente la giornata: – E per colpa di una stupidissima merendina hai quasi fatto morire tua nipote. – le parole le erano uscite involontariamente. Accidenti agli sbalzi d’umore.
– Te l’ho già detto, ha rischiato solo di avere qualche linea di febbre per alcune ore. Niente di più. – disse lui, rialzando lo sguardo sulla fidanzata.
L’ex-Grifondoro si trattenne a fatica dallo schiaffeggiarlo: – George, ti chiedo solo una cosa: ricontrolla quelle merendine. Rose potrebbe essere stata solo la prima di una lunga serie di bambini piccoli che abbiano più o meno libero accesso a quegli scaffali.
– Beh, certo, James già da un po’ ha assaggiato qualcosa, ma ha sempre preso subito l’antidoto e non ci sono stati grossi problemi. Albus sembra quasi terrorizzato all’idea di avvicinarsi a quegli scaffali. – elencò George, come se stesse parlando più a se stesso che ad Angelina.
Quest’ultima, dopo l’ennesima dimostrazione di disattenzione, si risedette sul divano prendendosi il viso tra le mani.
L’ex battitore era ancora intento a contare i suoi nipoti ed a constatare quali fossero più propensi ad impadronirsi delle merendine, non si accorse minimamente dei gesti di Angelina e si spaventò non poco quando lei esclamò: – Possibile che tu non capisca? – si alzò dal divano, fissò i suoi occhi in quelli del rosso e, prima di sparire nella sua stanza da letto, urlò: – Sono incinta!

Scherzi, vero? di Sandy Potter
Note dell'autore:
Dopo circa un mese, finalmente posto il secondo capitolo di questa fan fiction.
Qualche nota prima di iniziare: per la prima volta sono riuscita a finire una ff a capitoli, infatti questa ne conta tre e, a breve, posterò anche l'altro; ringrazio Mary, Raf e Fay per le primissime letture, quando ancora il testo non era betato, a cui è piaciuto molto; ringrazio poi Midlight per la betatura e per i consigli al miglioramento del capitolo.
Non vi intrattengo oltre: buona lettura.

Capitolo 2 – Scherzi, vero?

Angelina sganciò la bomba.
George fissò per circa cinque minuti il punto nel quale aveva visto per l’ultima volta la fidanzata, dopodichè realizzò ciò che lei aveva detto: – C-cosa? … In-incinta? – una risatina nervosa scaturì dalle labbra del giovane. Molly Weasley l’avrebbe ucciso, questo era poco ma sicuro. L’unico figlio Weasley che abbia messo incinta la sua ragazza ancora prima di sposarla. “Bel colpo, George!” esclamò una vocina nella testa, estremamente simile alla sua e che ormai poteva fargli solo da ‘coscienza invisibile’, visto che la persona a cui apparteneva non c’era più da circa dieci anni.
Il corpo di George si mosse da solo, verso la stanza da letto, dalla quale provenivano dei singhiozzi sommessi. In quel momento l’ex-Grifondoro si sentì terribilmente in colpa, forse avrebbe dovuto notare qualcosa già da un po’: ormai aveva una discreta esperienza di donne incinte.
Appoggiò la fronte alla porta e provò a mettere in fila i suoi pensieri, per dire qualcosa ad Angelina: – Tesoro, so che hai paura, in primis di un mio rifiuto per questa cosa, ma se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi anni è che anch’io gioco un ruolo fondamentale. Ho visto Bill, Percy, Harry e, perfino, Ron maturare, cambiare e diventare più responsabili. Quindi ce la posso fare anch’io. D’ora in poi ci daremo una mano a vicenda, in fondo siamo o non siamo una famiglia? Io non ho paura di diventare padre, non sarò il migliore, ma con i bambini me la cavo alla grande... – ripensò un attimo al pomeriggio passato con Rose – Ok, non proprio alla grande, ma ci intendiamo.
I singhiozzi all’interno della stanza non si sentivano più, segno che Angelina aveva ascoltato ogni singola parola del fidanzato. Aveva paura di tante cose e quella più grande era proprio il senso di abbandono di George, cosa che effettivamente non era successa, ma poco prima aveva sentito una strana sensazione quando gli aveva urlato la novità. E lui ci aveva messo così tanto tempo a reagire.
George ad un tratto si sentì mancare la porta da sotto la fronte, aprì gli occhi e si ritrovò a pochi centimetri da Angelina, la quale aveva un’espressione strana dipinta sul volto: era un misto tra il sorpreso, l’arrabbiato ed il sadico. Un mix esplosivo grazie al quale il suo fidanzato capì che non se la sarebbe cavata con così poco.
Angelina sapeva essere buona e gentile, ma se la mettevano alle strette o comunque la facevano arrabbiare per validi motivi, poteva diventare una vera furia. Forse per questo George aveva fatto tutto quel monologo. Diciamoci la verità: George era terrorizzato dalla sua ragazza, se poi era anche incinta non c’era da scherzare, i suoi sensi si erano di sicuro amplificati, come anche le sue emozioni. Se prima si arrabbiava un po’ per una macchietta sulla tovaglia, per esempio, adesso ne avrebbe fatto una tragedia. A questo George non aveva pensato quando, poco prima, le aveva promesso di non abbandonarla.
– Allora sarai felice di andare alla Tana. – sorrise sorniona lei.
– Cosa? – chiese sbalordito – Scherzi, vero?
Angelina in tutta risposta incrociò le braccia al petto e si appoggiò alla parete vicino alla porta, mantenendo sulle labbra il sorriso sornione. Aveva in pugno George. Infatti Molly Weasley poteva incutere timore anche al mago più temerario se questo aveva combinato qualcosa di assolutamente stupido e sbagliato: si può benissimo capire come mai George stesse per svenire forse per la seconda volta quel giorno. Certo la paura per sua madre era sempre ben nascosta, ma in questo caso si stava per rivelare; ne aveva combinate tante nella sua vita, ma questa era veramente grossa e lei avrebbe potuto dargliele di santa ragione alla maniera babbana.
George, quindi, non sapeva se spaventarsi di più per il possibile rifiuto che avrebbe dato alla fidanzata o per l’arrabbiatura di Molly, anche se quest’ultima avrebbe capitolato nel giro di poco, senza colpo ferire, per la gioia della notizia di un altro piccolo Weasley in giro per casa.
– Ma perché dobbiamo darle la notizia adesso? – chiese piuttosto insicuro George, schiarendosi leggermente la voce subito dopo.
– Perché no? È la tua famiglia, che, una volta sposati, diventerà anche la mia. – rispose con naturalezza lei. – Beh, mia madre mi ucciderà, i miei fratelli faranno battute sceme e io… per una volta non voglio stare al centro dell’attenzione. – si lagnò lui, come un bambino piccolo che non voleva smettere di giocare per andare a cena. Angelina si meravigliò di vederlo così. L’aveva sempre visto come un uomo grande e grosso, coraggioso, incline agli scherzi (più a farli che a subirli) e, adesso, si ritrovava davanti un bambinone senza il minimo di spina dorsale? Qualcosa non andava.
– Tua madre non ti ucciderà, non ha ucciso Ron quando ha saputo che Hermione era rimasta incinta…
– Erano sposati. – la interruppe ben sapendo come la pensava sua madre su certe cose.
– Oh, poco importa. Sono sicura che Molly capirà; senza contare che non vedrà l’ora di coccolare un altro piccolo Weasley. Per quanto riguarda le battute dei tuoi fratelli direi che potresti anche stare al gioco e poi una volta tanto si prenderanno una rivincita su ciò che hai sempre detto tu, in faccia o alle spalle. – sorrise Angelina, soddisfatta di aver distrutto le argomentazioni di George.
Sconfitto, l’ex-Grifondoro abbassò la testa, rassegnato. Angelina aveva vinto anche stavolta e lui non poteva far altro che assecondare i desideri dell’amata e, quindi, sottoporsi alla ‘Tortura Weasley’, della quale era stato più volte l’artefice.
– E va bene, andiamo. – disse infine, più sconsolato che mai, dirigendosi verso il salotto.

Note finali:
Altro capitolo piuttosto breve, il terzo sarà un po' più lungo, ma non vi anticipo altro. Spero che questo capitolo abbia soddisfatto le vostre aspettative... beh, a voi l'ardua sentenza XD
Al prossimo capitolo^^
Tortura Weasley? di Sandy Potter
Note dell'autore:
Ed ecco qui l'ultimo capitolo di questa ff che spero vi sia piaciuta, ho cercato di metterci dentro un po' di tutto, dalle battute alle riflessioni personali, sperando di aver fatto un buon lavoro.
Ringrazio Midlight per aver betato anche questo capitolo e tutti gli altri che l'hanno letta in anteprima e a cui è piaciuta^^
Buona lettura^^

Capitolo 3 – Tortura Weasley?

Mai viaggio fino alla Tana sembrò tanto breve e George non era riuscito a prepararsi adeguatamente per vedere il resto della truppa. Ora iniziava a comprendere gli altri fratelli, primo fra tutti Ron che, essendo il più piccolo di casa, era il più martoriato da scherzi e prese in giro, soprattutto da parte sua. L’aveva sempre bersagliato, mettendolo in imbarazzo davanti a tutti e, adesso, si sentiva più o meno nello stesso modo. O almeno credeva che Ron si fosse sempre sentito così.
La Tana era silenziosa… troppo silenziosa per quell’ora. Erano da poco passate le otto di sera e ci si aspetta che una casa sia un tripudio di rumori, colori e profumi, invece, appena apparsi nel camino, ai due ospiti la casa apparve vuota. Solo in quel momento George si ricordò che Hermione nel pomeriggio aveva partorito il suo secondogenito e che quindi Molly e compagnia bella potessero trovarsi al San Mungo.
– Te l’ho detto? Hermione ha avuto il bambino questo pomeriggio. – disse quasi assente, scrutando oltre la porta del salotto per controllare se si intravedesse qualche luce.
– Davvero? Che bello, sono quasi-zia per la sesta volta. – esultò lei, dimenticandosi quasi totalmente del motivo per cui erano lì – Quindi pensi che tua madre e gli altri siano in ospedale? – chiese poi, con gli occhi che brillavano, segno che stava per fargli un’altra proposta.
George notò lo sbrilluccichio e cercò di contenere qualsiasi cosa stesse per nascere nella mente di Angelina: – Non ho intenzione di andare al San Mungo, avevamo detto che saremmo venuti alla Tana a dare la notizia, quindi niente nuovo spostamento. Ora restiamo qui, a costo di aspettare fino a domani.
– Come mai hai cambiato idea? Ti ho praticamente dovuto trascinare e adesso vuoi aspettare i tuoi per dirglielo. – asserì lei.
– Uno non può più cambiare idea? – George si accorse di iniziare ad alzare la voce, ma non voleva litigare con Angelina.
– No, non può. – rispose lei, sovrastando l’eco della voce del fidanzato nella stanza vuota – Non mi va di litigare, lo abbiamo già fatto abbastanza oggi. – commentò poi, riabbassando la voce.
Un attimo dopo, un bagliore verde provenne dal camino, segno che qualcuno stava arrivando alla Tana. E infatti, piena di fuliggine, i capelli leggermente arruffati ed un enorme sorriso ad incresparle le labbra, Molly Weasley fece la sua entrata trionfale nel salotto di casa, senza quasi accorgersi dell’intrusione dei due.
– Ciao mamma. – esordì George – Siamo venuti a fare un salutino. – tentò di sorridere, senza riuscirci. Avere davanti sua madre era una cosa totalmente diversa dall’immaginarsela e ogni volta si dimenticava come una donna affabile come lei potesse, talvolta, trasformarsi in una vera furia se arrabbiata, quasi diventando simile a Hagrid per dimensioni, non dando così via di scampo ai suoi pargoli.
– Hai visto il tuo nuovo nipote? – chiese lei, tutta eccitata per aver appena fatto visita al nuovo piccolo Weasley.
– Ehm, non ancora. Prima dovevo chiarire una cosa con Angelina. – spiegò lui, abbassando il capo e percependo lo sguardo di sua madre che da felice si faceva serio e quasi contrariato.
– Capisco. – disse solo, poi si rivolse alla futura nuora con un sorriso sincero sulle labbra – Angelina cara, come va? Tutto bene? Al lavoro? Spero che mio figlio non ti faccia ammattire più del necessario. – Come da copione, Molly era partita in quarta con un sacco di domande, pronta a farsi gli affari degli altri, esattamente come farebbe ogni brava madre quando vede che uno dei suoi figli sta per lasciare definitivamente il nido. George lo aveva lasciato già da anni, come altri, ma non avendo ancora avuto occasione di sposarsi, per sua madre era ancora il piccolo terremoto che scorrazzava per casa, combinandone una per colore insieme al gemello.
– Tutto benissimo, signora. – rispose con cortesia la giovane.
– Quante volte ti ho detto che ormai puoi chiamarmi semplicemente Molly?! Perché voi ragazze non lo fate, se non dopo esservi sposate? Anche Hermione aveva lo stesso vizio, ci conosciamo da quando eravate piccole ed è anche ora che smettiate con questa brutta abitudine. – ennesimo monologo da parte di Molly, chissà perché non si accorgeva mai che, se i figli tornavano all’ovile quando non c’erano feste comandate o per il pranzo della domenica, voleva dire ‘Guai in vista’. Ma questa volta notò la stranezza, eccome.
– Allora, perché siete qui? George, è strano che tu non sia a vedere tuo nipote, di solito vuoi essere il primo per lasciargli la tua impronta. Stavolta, invece, non l’hai fatto e quindi deduco che ne abbia combinata una delle tue. – Uno a zero per la signora Weasley, questa volta ci aveva azzeccato in pieno.
– Non è proprio una delle mie… diciamo che finora non era mai capitato. – George ormai trovava molto più affascinante il pavimento del salotto, tanto Molly perforava alla perfezione il suo cranio per leggervi dentro, senza bisogno né di guardarlo negli occhi né di magia.
– Finora non era mai capitato? – chiese la madre, alzando notevolmente la voce e spaventando non poco Angelina, non ancora abituata del tutto a quegli scatti – George Weasley, si può sapere cos’hai combinato? Qualcuno si è fatto male con uno dei tuoi scherzi? – quando Molly usava il nome intero del figlio stava a significare ‘Uragano Molly in arrivo’, se poi azzeccava anche una cosa successa quel pomeriggio, era ancora più preoccupante e spaventoso.
– Ma-mamma, non è niente di così tragico. – George alzò di scatto gli occhi in quelli di sua madre e cercò di tranquillizzarla, ma senza ottenere l’effetto sperato. Infatti lei iniziò ad andare avanti indietro per la stanza, borbottando qualcosa di molto simile a ‘Ma com’è possibile che abbia un figlio così… così… degenere?’.
– Sì, Molly, non è niente di spaventoso o catastrofico. Sono solo incinta. – Angelina doveva essere impazzita, ora gli sguardi su di lei pesavano come macigni e Molly aveva la mascella che stava pericolosamente per toccare terra. In un nanosecondo si voltò verso il figlio ed iniziò ad urlargli contro: – Tu, ammasso di insensatezze, come hai potuto fare una cosa del genere? Non siete neanche sposati. Come hai potuto metterla incinta? – Molly non si dava pace, era più forte di lei continuare ad urlare e sfogare la frustrazione che negli anni aveva accumulato a causa dei due gemelli.
– Mamma, è successo e basta. – cercò, per l’ennesima volta, di calmarla George.
– Molly, – iniziò Angelina, attirando l’attenzione della futura suocera – non è stato certo programmato, cioè se fossimo già sposati forse sarebbe più… normale. Ma anche così va bene, no? Insomma, avrà un altro nipotino che scorazzerà per casa. – sorrise poi, con gli occhi leggermente inumiditi.
Finalmente l’‘Uragano Molly’ si placò, Angelina aveva usato le parole giuste per far breccia nel cuore di nonna che batteva nel petto della signora Weasley. Le due donne si abbracciarono calorosamente e quasi si dimenticarono di George, che si era accasciato sulla poltrona del padre, stanco dopo quella giornata infernale.
L’idillio durò troppo poco, per i gusti del rosso, infatti rincasarono anche suo padre, Bill e Percy. Il secondo era alquanto sorpreso di aver trovato una scena insolita: – Che succede? – chiese, notando lo sguardo perso nel vuoto del fratello minore.
– Angelina ed io siamo venuti a darvi una notizia. – rispose senza espressione e non guardando il fratello.
– Bella o brutta? – chiese Percy, sistemandosi gli occhiali sul naso.
– Dipende dai punti di vista. – disse solo George.
– No, non dipende dai punti di vista, George. – intervenne Angelina, staccandosi finalmente dall’abbraccio spaccaossa di Molly – Questa notizia è molto bella. – disse poi, rivolta ai nuovi arrivati. – Sono incinta.
Bill e Percy si scambiarono un’occhiata e dopo pochi secondi scoppiarono a ridere, Arthur fu molto più composto e mise un braccio intorno alle spalle della giovane, in segno di affetto.
– E così anche tu ti sei fregato, eh fratellino? – sghignazzò Bill, ripetendo parola per parola ciò che George gli disse quando scoprì di diventare zio per la prima volta.
– Ehi, Bill, con questa succulenta notizia potremo rifarci di tutte le prese in giro e gli scherzi che ci ha fatto. – disse Percy in direzione del fratello maggiore, strizzando un occhio in segno di complicità.
– Oh, ci puoi giurare. Da dove possiamo cominciare? – si chiese Bill, ripensando a tutte le volte che aveva rischiato una punizione per colpa di George… o era di Fred la colpa?
– Penso che possiate anche cominciare da domani a stuzzicarlo, no? – disse Molly, che fino a quel momento era rimasta zitta in un angolino, godendosi segretamente le battute dei due fratelli.
– Percy, te la immagini la faccia di Charlie quando gli daremo la notizia? – chiese Bill, prendendo sottobraccio il fratello e dirigendosi verso la cucina.
– No, davvero, dovremmo andare direttamente in Romania per dirglielo. Oppure potremmo aspettare che ritorni per Natale. – rispose l’altro, ridendo sotto i baffi.
Si sentirono ancora per un po’ le risate e le battute degli altri due, fino a quando la porta della cucina non fu chiusa quasi ermeticamente alle loro spalle.
– Vi fermate a cena? – chiese Molly, felice di avere almeno una piccola parte della famiglia riunita.
Angelina e George si scambiarono un’occhiata ed acconsentirono all’invito della capo-famiglia, in fondo i suoi manicaretti erano imbattibili ed a casa della giovane c’erano solo alcuni surgelati; per una volta si potevano concedere un pasto completo.
– Allora, è stato così tremendo? – chiese Angelina al fidanzato, quando restarono da soli in salotto.
– Di più. – rispose solo lui, sporgendosi verso di lei e toccando le sue labbra con le proprie, per un casto bacio – Promettimi solo che la prossima volta non mi farai tutte quelle scenate. – aggiunse poi.
– E chi ti dice che ci sarà una prossima volta. – sorrise sorniona lei, prima di andare in cucina e lasciare George da solo e sbalordito per la franchezza della fidanzata.
– Donne. – sospirò, prima di dirigersi anche lui in cucina per, una volta tanto, aiutare nelle faccende domestiche.

Note finali:
Non ho molto da aggiungere qui, ringrazio tutti coloro che l'hanno letta e quelli che hanno commentato... me lo lasciate un altro commentino? *o* Anche per sapere cosa ne pensate di questo capitolo finale e capire se una ff con protagonisti Fred jr., George, Rose e Hugo possa interessare.
Alla prossima^^
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