Per un semplice ritardo by Sandy Potter
Summary: Hermione, nell'ultimo periodo è un po' in ritardo a causa dello studio e delle poche ore di sonno. Riuscirà Ron a distrarla?
Categories: Post-OOP Characters: Hermione Granger, Ron Weasley
Era: Harry a Hogwarts (1991-1998)
Generi: Commedia, Romantico
Lunghezza: Oneshot (1000-?)
Pairing: Hermione/Ron
Avvertimenti: Nessuno
Challenges: Nessuno
Series: Nessuno
Chapters: 1 Completed:Word count: 1644 Read: 826 Published: 09/08/07 Updated: 09/08/07
Story Notes:
Dopo mesi di silenzio in questo archivio, ritorno con una fanfiction scritta qualche mese fa e che spero vi piaccia.
Capitolo unico by Sandy Potter

*Per un semplice ritardo*



“Perché in questi giorni sono sempre in ritardo?” si chiese Hermione entrando in Sala Grande per la colazione. Era infatti il secondo giorno che arrivava all'ultimo minuto a colazione ed era il secondo giorno che Harry, Ginny e Ron lo avevano notato.

- Buongiorno a tutti. - salutò la ragazza un po' sotto tono, sedendosi di fronte a Ginny.

- Buongiorno! - la salutarono in coro – Come mai anche oggi in ritardo? - chiese il moro.

- Non lo so, so solo che mi sembra di essere Ron. - disse la riccia imburrandosi una fetta di pane.

- Ehi, io non sono sempre in ritardo. - intervenne il rosso, chiamato in causa.

- Ron, stavo scherzando, anche se sei in ritardo il più delle volte. - Ron tentò di intervenire ma venne bloccato da Hermione che continuò il discorso – Comunque potrebbe essere perché ieri sera ho studiato fino a tardi.

- Ma noi pensavamo che tu fossi andata a dormire prima di noi.

- No, sono rimasta in biblioteca fino a mezzanotte, più o meno.

- E come mai ieri eri in ritardo? - chiese Ginny.

- Ieri mi ero svegliata all'alba per ripassare, ma poi mi sono riaddormentata.

- Vedi che studiare troppo fa male? - constatò Ron.

- Ron, non sto male, sono solo stanca.

- Ma non è da te.

- Questo lo so, ma non capisco perché te la prendi tanto visto che non ti riguarda. - sbottò Hermione, prendendo la sua borsa e uscendo dalla Sala Grande.

- Ron, guarda che ha ragione. - esclamò la sorella.

- Lo so che ha ragione, ma mi preoccupo per lei. - disse il rosso finendo la colazione.

- Smettila di farlo, ormai è grande e sa badare a se stessa. - continuò Ginny.

- Uffa, quanto rompi questa mattina. - sbuffò Ron, annoiato dal continuo impicciarsi e consigliare della più piccola di casa Weasley.

- Non è che per caso ti sei innamorato di lei e ti pesa ammetterlo a te stesso e a noi? - ipotizzò la rossa lanciandogli uno sguardo furbo.

- Io non mi sono innamorato di nessuno e adesso ti pregherei di smetterla di alludere a qualcosa. - mentì spudoratamente, infatti lui aveva già ammesso a se stesso di essere innamorato della sua migliore amica, ma non l'aveva ancora detto né a Harry né alla diretta interessata. Almeno se lo avesse detto al suo amico, avrebbero potuto trovare insieme un modo per fargli acquisire maggior coraggio e confessare finalmente i suoi sentimenti alla riccia.

~*~


Intanto Hermione si stava dirigendo verso la biblioteca, luogo che la rinfrancava, le ridonava la pace persa e soprattutto luogo nel quale Ron sarebbe entrato forse solamente sotto l'influsso della Maledizione Imperio. Appena entrata nel posto che più preferiva a Hogwarts (e forse non solo nella scuola, ma nell'intero Universo) la Prefetto Grifondoro salutò cortesemente Madama Pince e prese posto nel tavolo più isolato e nascosto della biblioteca. Dopo aver guardato fuori dalla finestra con sguardo vacuo e aver sospirato almeno una decina di volte, si riscosse dai suoi pensieri, i quali inevitabilmente finivano su un bel Grifondoro dai capelli simili a lingue di fuoco, gli occhi color del mare e dal sorriso che poteva fare concorrenza perfino a Mister Universo, prese una delle sue solite letture leggere (il che equivale a 3000 pagine) che aveva iniziato la sera primo e la iniziò a sfogliare svogliatamente, cercando la pagina che doveva finire.

Ma Hermione non riusciva affatto a concentrarsi su quello che stava leggendo, continuava a pensare alle parole di Ron, le sembrava così strano che lui, quello con cui litigava più spesso, si preoccupasse per lei. Anche se dal suo modo di fare non sembrava proprio preoccupato, anzi la stava prendendo in giro come al solito (almeno questo era quello che pensava lei!). Finalmente, tra i mille pensieri che le affollavano la mente, riuscì a trovare la pagina che stava cercando, ma dopo poche parole Morfeo si impadronì di lei, che si lasciò cullare tra le sue forti braccia.

~*~


Tre ore più tardi Hermione si svegliò di soprassalto con la fronte imperlata di sudore, non ricordava cos'aveva sognato, ma doveva essere qualcosa di terribile.

- Ehi, tutto bene? - le chiese una voce fin troppo familiare di fronte a lei, infatti, seduto al suo stesso tavolo, c'era Ron.

- Sì, - rispose vaga e neanche tanto sicura della risposta - che ci fai qui?

- Non ti ho vista a lezione e pensavo che il libro ti avesse presa a tal punto da farti dimenticare qualsiasi cosa. Poi sono arrivato qui e ti ho vista addormentata, non ho proprio avuto cuore di svegliarti, dovevi essere sfinita.

- Che ore sono? - chiese dopo averlo fissato per qualche secondo.

- Quasi mezzogiorno.

- E quando sei arrivato qui?

- Circa mezz'ora fa.

- Quindi ho perso due ore di lezione? - chiese più a se stessa che a Ron - Santo Merlino, Ron, ho perso le due ore nelle quali avevo l'interrogazione.

- Tranquilla, Rüf neanche si è accorto che non c'eri e... comunque ha interrogato me. - aggiunse guardando le sue mani incrociate sul tavolo.

- E com'è andata?

- Non molto bene, almeno non per i tuoi standard.

- Vuol dire che ti è andata bene?

- Più o meno. - rispose vago.

- Ron, - sbottò lei - che cosa significa "più o meno"?

- Vuol dire che non ho preso né un voto alto né uno basso, diciamo che non ho fatto in tempo a sentirlo.

- Perché? - Hermione ormai non ci capiva più niente, il che era veramente strano.

- Ecco... vedi... il fatto è che... sono crollato a terra. - disse in un bisbiglio che per poco lui stesso non riuscì a sentire.

- Ahahahahahahah... - Hermione non poté trattenersi, sentire che il suo migliore amico, un ragazzone alto un metro e novanta, fosse svenuto per una semplice interrogazione la fece sbellicare dalle risate e per poco non cadde dalla sedia - Scusa Ron, ahahah, ma è troppo divertente.

Il rosso in un primo momento si corrucciò ma poi scoppiò anche lui in una risata, era bello vedere Hermione sorridere. - Almeno così ti è passata l'arrabbiatura di questa mattina. - disse lui tra una risata e l'altra.

- Non è che mi sia proprio passata del tutto, Ron, solo che a volte non so mai se mi prendi in giro o se ti preoccupi per me. - ammise lei, dapprima guardandolo negli occhi e poi abbassando lo sguardo.

- Hermione, io ti prendo in giro solo quando so che non ti arrabbieresti. Questa mattina invece ero davvero preoccupato.

- Ron, ti prego, non c'è bisogno di preoccuparsi per me.

- So che ormai non sei più una bambina, come quando ci siamo conosciuti, so che sai badare a te stessa, ma vorrei che non ti sciupassi troppo. - ammise Ron, diventando rosso in zona orecchie e pensando "Ok, Ron, adesso le dici quello che provi, perché ormai vi siete imbarcati in questa discussione e tutta questa storia ha bisogno di un bel finale!".

- Tranquillo non mi sciupo se passo un paio di ore in più sui libri.

- Basta che non trascuri me... e Harry e Ginny.

- Oh, questo non succederà. Io non potrei mai trascurarti, grazie a te e a Harry non sono più così insopportabile come quando sono entrata qui dentro.

- Stai cercando di dirmi qualcosa? - chiese ingenuamente Ron e guardando l'amica di sottocchio.

- E tu? Cosa stai per dirmi? - lo prese in contropiede lei.

- Non sarà una cosa facile da dire... ma... sono arrivato alla conclusione che devi sapere... quindi... ehm... sai, cioè no, che non sai, ma dovresti sapere, insomma, dovrebbe essere palese... mia sorella se n'è accorta e io ho negato... ma prima di lei devi sapere tu... quindi...

Hermione ebbe il buonsenso di intervenire ed interrompere i balbettamenti: - Ron, fermo un attimo, per il momento ho capito che mi devi dire una cosa. Ma che cosa?

- Se tu mi lasciassi finire... dunque... dov'ero rimasto?... ah sì... Hermione, - prese una mano dell'amica - io non so perché... ci ho messo così tanto per capirlo o per dirtelo... ma... io penso, cioè, no, ne sono sicuro, io mi sono innamorato di te. - ammise, dopo molti giri di parole. Guardò un attimo Hermione, ancora un po' colpita.

Restò in silenzio per assimilare la notizia, con gli occhi spalancati, tanto da far concorrenza a Luna, poi si riprese e sorrise in direzione di Ron: - Oh Ron, speravo tu lo ammettessi, perché... vedi, anch'io si può dire che mi sia innamorata di te. - affermò arrossendo.

- Davvero? - chiese Ron, alzandosi dalla sua sedia e inginocchiandosi vicino a Hermione, così da essere alla sua altezza. - Certo, Ron, mi domando come non ci si potrebbe innamorare di una persona adorabile e dolce come te. Beh litigate a parte.

Ron la guardò per qualche secondo prima di catturare le labbra di lei in un semplice bacio a fior di labbra, mentre avvolgeva le sue braccia attorno alla sua vita sottile; Hermione rispose subito al bacio e dischiuse le labbra in modo da approfondirlo e mettendoci dentro tutta la passione repressa.

I due Grifondoro restarono così ancora per un bel po', continuando a baciarsi e a bisbigliarsi paroline dolci, finché si ricordarono di essere ancora in biblioteca e decisero di ritornare alla loro Sala Comune.

Appena superato il Ritratto e aver constatato che non c'era nessuno si diressero verso un divano e ci si sedettero riprendendo a baciarsi. Dopo poco Ron si staccò controvoglia dalla ragazza: - Hermione, c'è ancora una cosa che devo dirti... Ti amo. - disse diventando tutto rosso e perdendosi nel mare di cioccolata degli occhi di Hermione.

- Anch'io, Ron. - asserì sinceramente lei riprendendo a baciare il suo ragazzo.

- Pensi che farai ancora tardi nei prossimi giorni? - chiese Ron ad un tratto.

- Dipende... - rispose lei con uno sguardo malizioso.


Fine
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